Mercoledì, 3 Marzo 2021

La storia di Belén Rodriguez a casa dell'accusato di stupro

La showgirl è stata nella Terrazza Sentimento di Alberto Genovese "invitata da un amico dj". Gli altri vip citati dalle ragazze: Grignani, Cracco, Jerry Calà

Anche Belén Rodriguez è stata nella Terrazza Sentimento di Alberto Genovese. Ovvero nel superattico con vista Duomo in piazza Santa Maria Beltrade dove, secondo la procura di Milano, si organizzavano festini a base di droga e una ragazza sarebbe stata torturata e stuprata per un'intera notte il 10 ottobre scorso. 

La storia di Belén Rodriguez a casa dell'accusato di stupro

Genovese, ex fondatore di Facile.it che ha venduto le sue quote nella società nel 2014, è stato arrestato il 7 novembre con l’accusa di violenza sessuale, lesioni, detenzione e cessione di stupefacenti e sequestro di persona. La vicenda nasce dalla denuncia di una ragazza di 18 anni che lo accusa di stupro «ripetuto e cruento». Belén, racconta oggi il Corriere della Sera, ha scelto le stories di Instagram per raccontare la sua versione dei fatti: "Prima ancora che qualcuno venga a sventolarmi in faccia “tragiche foto ricordo della serata” di fantozziana memoria dirò subito che ho partecipato una sola volta, ai primi di settembre di quest’anno, ad una festa presso il famigerato attico milanese perché invitata non dal proprietario — con il quale non ho mai avuto alcun rapporto diretto — ma dal mio carissimo amico Dj Salvatore Angelucci il quale aveva il piacere (reciproco) di farmi assistere ad una sua esibizione di natura professionale. La serata si è svolta in maniera normale e ordinaria e ho passato il tempo quasi interamente a dialogare con alcuni amici tra cui Carlo Cracco (che mi permetto di citare solo in quanto anche le sue foto sono apparse nel medesimo tritacarne mediatico) fino al momento in cui verso le 11.30 ho deciso di non essere più della compagnia e di allontanarmi dalla festa con tanto di foto paparazzate. Una sola volta e nulla più". 

Nella lista dei vip c'è anche Gianluca Grignani, che si dice "totalmente estraneo ai fatti", mentre Carlo Cracco si è trovato sì a una di quelle feste per un servizio di catering (come ne fa tanti ad eventi privati) insieme a due suoi collaboratori e dice di essersi intrattenuto solo il tempo necessario. Alba Parietti invece fa sapere che ha conosciuto Genovese a Courmayeur ma poi non l'ha più visto. 

Le indagini sui complici di Genovese

Intanto le indagini si concentrano sugli eventuali complici di Genovese. "Ho saputo - ha messo a verbale una ragazza secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Agi - che girano delle voci su Genovese, nello specifico si dice che lui e la sua ex fidanzata, di cui non so il nome, erano soliti drogare le ragazze alle loro feste private per poi violentarle". Gli stessi occhi elettronici potrebbero aver ripreso altri momenti e altre feste, che avvalorerebbero le dichiarazioni di alcune testimoni: "Ci avevano messo in guardia sul comportamento di Alberto, dicendo che faceva cose strane, mentre un altro nostro amico aveva saputo a sua volta da un'altra ragazza che girava voce che lo stesso mettesse 'roba nei bicchieri'. Posso aggiungere inoltre, che sulle voci strane che circolano tra i conoscenti è che metta droga, come cocaina o chetamina, alle ragazze, in modo da stordirle immediatamente".

La ragazza ha raccontato della festa a Villa Lolita a Ibiza: ha detto che il biglietto era stato regalato da lui e che a un certo punto della serata è stata invitata ad assumere cocaina, ovvero una sostanza stupefacente di colore rosa che poteva essere 2cb. Poi dice di non ricordare più nulla "Quando ero in bagno mi sono accorta che il mio top era strappato, ma non avevo più né il reggiseno, né le scarpe. Avevo un sacco di lividi sulle gambe e un forte dolore ai polsi, non riuscivo neanche a ruotarli. Avevo la sensazione di aver subito un rapporto sessuale". 

La storia di Alberto Genovese dimostra che il maschilismo uccide e rovina vite

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