Giovedì, 6 Maggio 2021
Ferrara

Trasferito il questore di Ferrara: approvò il sit in "contro Aldrovandi"

Sono costate care a Luigi Mauriello le polemiche scaturite dalla protesta degli agenti di polizia del Coisp che portarono la solidarietà agli agenti condannati per l'omicidio del giovane Federico fin sotto le finestre di mamma Patrizia

Il questore di Ferrara, Luigi Mauriello, è stato destinato all'Ufficio centrale ispettivo (ispettore generale) del dipartimento di pubblica sicurezza. Mauriello era stato coinvolto dalle polemiche innescate dal sit in organizzato dal Coisp in segno di solidarietà agli agenti condannati per l'omicidio di Federico Aldrovandi, sit in svoltosi a poca distanza dall'ufficio della mamma del giovane. Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, aveva disposto un'ispezione sul caso.

Il trasferimento di Mauriello, che si era insediato a Ferrara il 7 febbraio del 2011, avrà decorrenza dal 2 maggio prossimo ed è stato deciso dall'ultimo consiglio di amministrazione del Dipartimento.

Subito dopo la manifestazione del Coisp, con gli agenti del sindacato che erano scesi in piazza sotto gli uffici del comune di Ferrara dove lavora la madre di Federico, per chiedere che ai colleghi condannati per la morte del ragazzo fossero concesse pene alternative al carcere, Cancellieri aveva inviato a Ferrara gli ispettori ministeriali. Il titolare del Viminale aveva chiesto di far luce sulla vicenda sottolineando che si puntava ad individuare "le responsabilità dei manifestanti e di chi ha concesso lo spazio". Ed era stato proprio il questore ad autorizzare il sit in del sindacato: una decisione che, secondo quanto si apprende, sarebbe stata presa formalmente in modo corretto ma non tenendo nel giusto conto le ragioni di opportunità.

LA MADRE DI "ALDRO". "Il mio è un 'non commento'. Chi doveva prendere provvedimenti l'ha fatto. Ne prendo atto, e sono contenta che ci siano i controlli all'interno delle forze dell'ordine. Mi rendo conto che era solo una questione di opportunità, però credo che anche questo sia un elemento molto importante nei rapporti fra le persone, ancor di più quando ci sono di mezzo le istituzioni". Con queste parole Patrizia Moretti chiede solo di essere "lasciata in pace"

"Io ora voglio starne fuori. Sul funzionamento delle istituzioni, a questo punto, non si deve rendere conto a me. O per lo meno, non a me più che a gli altri. Questa è una questione sociale, non personale".

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