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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Mafia capitale, Alemanno condannato a sei anni di carcere

L'ex sindaco è accusato di corruzione e finanziamento illecito. "Sentenza sbagliata, sono innocente", sono le prime parole di Alemanno

L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato condannato a sei anni di carcere per corruzione e finanziamento illecito nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta su 'Mafia Capitale', il cosiddetto "mondo di mezzo". A emettere la sentenza, oggi, i giudici della II sezione penale del Tribunale di Roma. La sentenza della seconda sezione penale del tribunale capitolino, arrivata dopo due ore di camera di Consiglio, è più pesante della condanna chiesta dall'accusa. Il pm Luca Tescaroli, infatti, aveva chiesto per l'ex sindaco cinque anni di carcere. Per Alemanno è stata decisa anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Alemanno condannato: l'ex sindaco di Roma annuncia il ricorso in appello

"E' una sentenza sbagliata e assurda, sono innocente: l'ho detto sempre e lo ribadirò davanti ai giudici di secondo grado", ha detto Alemanno commentando il pronunciamento dei giudici. L'ex sindaco della Capitale ha annunciato il ricorso in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza. 

Secondo la procura, Alemanno avrebbe percepito oltre 200mila euro senza averne titolo, buona parte dei quali attraverso la fondazione Nuova Italia da lui presieduta. I fatti ai quali fanno riferimento gli inquirenti risalgono al periodo tra il 2012 e il 2014: l'ex ministro avrebbe ricevuto dall'imprenditore Salvatore Buzzi, in accordo con Massimo Carminati e tramite soggetti a loro legati, 223.500 euro - dei quali il pm ha chiesto la confisca - attraverso pagamenti alla fondazione e al suo mandatario elettorale e diecimila euro in contanti. Il tutto - sempre secondo l'accusa - con l’aiuto e l’intermediazione dell’ex amministratore dell’azienda romana dei rifiuti (Ama), Franco Panzironi, suo stretto collaboratore.

Gianni Alemanno sarebbe stato "l’uomo politico di riferimento dell’organizzazione Mafia Capitale all’interno dell’amministrazione comunale – sostiene il pm Luca Tescaroli – soprattutto, in ragione del suo ruolo apicale di sindaco, nel periodo 29 aprile 2008 -12 giugno 2013 (e successivamente di consigliere di minoranza in seno al Pdl)". I suoi "uomini di fiducia – prosegue – indagati e alcuni anche condannati in Mafia Capitale, sono stati proiezione della persona di Alemanno, che ha impiegato per la gestione del proprio potere, e si sono interfacciati con gli esponenti apicali di Mafia Capitale, suoi corruttori (Buzzi e Carminati)".

L'ex sindaco, come detto, ha annunciato ricorso in appello, proclamandoci innocente

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