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Sabato, 22 Giugno 2024
Dopo la condanna / Milano

Alessia Pifferi in sciopero della fame: "Non ho più voglia di vivere"

La donna è stata condannata all'ergastolo per la morte di sua figlia Diana

Alessia Pifferi ha iniziato lo sciopero della fame nel carcere milanese di San Vittore. La donna, 39 anni, è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio volontario pluriaggravato di sua figlia Diana (18 mesi), lasciata da sola in casa per una settimana nel luglio 2022 e morta di stenti. Pifferi ha cominciato almeno da 24 ore lo sciopero della fame. "Non ho più voglia di vivere", avrebbe detto. 

La scorsa settimana, tornata in carcere dopo la sentenza, la 39enne aveva accusato un malore. Il suo legale, Alessia Pontenani, dopo una visita in cella aveva spiegato che la 39enne "non è lucidissima" e dice di volersi "spegnere per raggiungere la bambina". Già dopo l'udienza, l'avvocata aveva fatto sapere che avrebbero fatto ricorso in appello chiedendo una nuova perizia psichiatrica. Dall'inizio del processo la difesa ha sempre sostenuto che Pifferi sia affetta da un deficit cognitivo grave.

La donna era già stata sottoposta a una perizia psichiatrica a seguito del caso di presunta manipolazione da parte di Pontenani e delle specialiste del carcere per cui è stato aperto un fascicolo parallelo. L'ultima perizia, infatti, è stata eseguita da Elvezio Pirfo, che ha reputato Pifferi capace di intendere e volere e quindi senza alcun deficit mentale. 

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