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Lunedì, 22 Aprile 2024
Il processo / Torino

Uccise il papà per difendere la mamma: ricorso contro l'assoluzione di Alex Pompa

Il giovane assassinò il padre che, in uno dei suoi frequenti scatti di collera, si era scagliato contro la madre. Per la corte d'assise, che lo scorso novembre ha scagionato il ragazzo dalle accuse, fu legittima difesa, ma secondo il pm di Torino i giudici hanno valutato l'accaduto "in modo erroneo"

"Non vi è prova di una lotta tra Giuseppe Pompa e il figlio Alex, ma solo del tentativo del genitore di sottrarsi all'aggressione". E "non vi è la prova del fatto che il padre fosse riuscito ad armarsi, ma solo del fatto che fosse riuscito a impossessarsi di uno dei coltelli impugnati" dal ragazzo, "perdendone subito il possesso per l'intervento" dell'altro figlio Loris. Sono le motivazioni con le quali il pm torinese Alessandro Aghemo ha presentato appello contro l'assoluzione del giovane dall'accusa di omicidio.

Alex Pompa, ricorso contro l'assoluzione del ragazzo che uccise il papà per difendere la mamma

Il 30 aprile 2020, nella casa di famiglia a Collegno (in provincia di Torino), Alex Pompa trafisse il padre per 34 volte servendosi di sei coltelli da cucina diversi. Il genitore, in uno dei suoi frequenti e furibondi scatti di collera, si era appena scagliato contro la madre. Per la corte d'assise, che lo scorso novembre lo ha scagionato, fu legittima difesa.

Per l'accusa, che aveva chiesto 14 anni di carcere, i giudici hanno valutato "in modo erroneo" le prove, "in modo da offrire una ricostruzione dell'accaduto completamente sganciata da quanto era emerso nel dibattimento, frutto di una rivisitazione del compendio probatorio dominata da una tesi preconcetta d'innocenza dell'imputato".

Uccise il padre violento per difendere la madre: perché Alex Pompa è stato assolto

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