Sabato, 31 Luglio 2021
Scienza

Puglia, è emergenza alga tossica sulle spiagge: "Provoca dermatiti e bronchiti"

Le rilevazioni dell'Arpa evidenziano una concentrazione da "livello rosso". Il litorale pugliese a rischio. Arrivate le prime segnalazioni dai bagnati

BARI - L'alga tossica preoccupa sempre di più il litorale pugliese. Le ultime rilevazioni compiute dall'Arpa, relative alla seconda metà di luglio, hanno messo in evidenza livelli 'da allerta' anche in alcune zone di Bari e provincia. In particolare, una concentrazione 'molto abbondante' di Ostreopsis ovata - livello rosso - è stata riscontrata a Giovinazzo e a Santo Spirito, in zona Lido Lucciola. Presenza 'abbondante' invece - livello arancione - sul litorale sud, a San Giorgio, nei pressi del Lido Il Trullo.

Nel caso specifico di Giovinazzo, i valori sono risultati ben superiori al limite di 30.000 cellule/litro in colonna d'acqua (ovvero non sul fondale) fissato nel 2014 dall'Istituto Superiore di Sanità per l'insorgenza di un eventuale rischio sanitario (aggiornando il limite di 10.000 cellule/litro indicato nel 2007 dal Ministero della Salute). In caso di superamento di tale valore, Arpa Puglia informa Regione, ASL e Comune di competenza territoriale per le misure da adottare. 

I DISTURBI CAUSATI DALL'ALGA TOSSICA - In presenza di Ostreopsis Ovata, l'aerosol marino che si sprigiona in particolare durante le mareggiate veicola una tossina che se inalata può provocare disturbi transitori quali riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti.

COME DIFENDERSI - Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, è dunque necessario evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate. È inoltre opportuno limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina. 

CHE COSA È E DOVE PROLIFERA L'OSTREOPSIS OVATA - L'Ostreopsis ovata, conosciuta come 'alga tossica', è un'alga unicellulare tipica dei mari tropicali, probabilmente introdotta accidentalmente nel Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi. Produce tossine e si sviluppa in particolare in presenza di alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni. Le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi risalgono agli anni 2000-2001. (da BariToday)

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