rotate-mobile
Venerdì, 21 Giugno 2024
Il caso / Genova

Alice Scagni uccisa dal fratello Alberto, la svolta: indagati due poliziotti e un medico

Si procede per omissione d'atti d'ufficio e omessa denuncia. I genitori avrebbero ripetutamente chiesto aiuto segnalando le precarie condizioni di salute del figlio

Tre persone sono indagate per presunte omissioni nell'ambito dell'indagine aperta dopo l'omicidio di Alice Scagni, la donna uccisa dal fratello Alberto lo scorso primo maggio, a Genova. Si tratta di due poliziotti e un medico del servizio Salute mentale. Si procede per omissione d'atti d'ufficio e omessa denuncia. 

Nei giorni scorsi il perito del gip aveva dichiarato Scagni semi infermo di mente. Per la procura, invece, Alberto sarebbe stato all'epoca dei fatti, e ad oggi, capace. I genitori ritengono sia del tutto incapace.

Secondo l'accusa il medico, davanti alla richiesta dei genitori di ricoverare il figlio, avrebbe preso tempo. Gii agenti invece nulla avrebbero fatto per fermare Alberto il giorno del delitto, nonostante le richieste dei genitori dei due ragazzi. "La notizia che finalmente ci sono tre indagati sulle omissioni gravi che si sono manifestate in questa drammatica vicenda non può non farmi piacere. È un primo passo verso l'accertamento della verità. Auspico - ha detto l'avvocato Fabio Anselmo, il legale che assiste i genitori di Alice e Alberto - che venga iscritta la denuncia che abbiamo fatto per omicidio in conseguenza di altro reato e, cioè, di quelle omissioni"

Alice e Alberto: storia di un omicidio in casa

Alice Scagni uccisa dal fratello Alberto

È la sera dell'1 maggio. Alice esce dalla casa dove vive col marito e il loro bimbo di un anno e 4 mesi, per fare una passeggiata con il cane. Si trova a una decina di metri dal portone, in via Fabrizi, quando si imbatte nel fratello. I due iniziano a litigare ma la discussione degenera. Alice e il fratello urlano. Le loro voci vengono sentite dal marito della donna e dai vicini. Chiamano il 118 e le forze dell'ordine. Quando i soccorritori arrivano però è tardi, Alice è stata accoltellata a morte. Alberto Scagni viene fermato poco lontano dal luogo del delitto e portato prima in questura, poi nel carcere di Marassi.  

Ben presto emergono però dei dettagli e si delinea il sospetto che quell'omicidio si potesse evitare. I problemi di salute mentale di Alberto erano noti. I genitori avevano più volte chiesto aiuto. Lamentano la scarsa attenzione ricevuta. Si parla di omissioni e si avviano gli accertamenti che hanno portato ai provvedimenti di oggi.

La sera dell'omicidio Alberto Scagni aveva interpellato il padre. "Lo sai stasera dove sono Gianluca e tua figlia? Sai dove ca** sono?", le ultime parole. Appena riagganciato col figlio, il papà aveva a sua volta telefonato al 112 temendo per la vita della figlia e del genero Gianluca. La polizia che risponde alla telefonata non ritiene ci sia un pericolo imminente; nonostante le offese, gli insulti e soprattutto le minacce nei confronti della figlia e del genero riportate dai genitori.

La madre di Alice e Alberto: "Abbiamo cercato aiuto"

"Ho visto in modo prepotente e spietato insorgere la malattia in Alberto e progredire in modo inesorabile alimentata proprio dall'amore che aveva per sua sorella con la quale aveva sempre avuto un rapporto speciale. Ho cercato in tutti i modi che conoscevo di arginare quella malattia che mi spaventava sempre di più fino a non riconoscere più mio figlio", la denuncia della mamma Antonella Zarri, madre di Alice e Alberto, in una lettera affidata ad alcuni quotidiani locali nei giorni successivi all'omicidio. "Abbiamo cercato aiuto nelle istituzioni. Ci siamo imbattuti in una fredda e ignorante burocrazia - prosegue -. Indolente ma prepotente nel suo reiterato e pigro rifiuto di farsi carico del proprio ruolo di garanzia ed aiuto verso i cittadini in difficoltà. Abbiamo chiesto a chi doveva e ne aveva il potere di fermarlo e di curarlo".

Adesso la svolta. "Non siamo ancora persone offese per la legge ma vedere che la giustizia fa il suo corso verso la verità ce lo ricorda con dolore insopportabile, amplificato. Il danno per noi sono due figli persi. La verità che si fa strada e di cui noi siamo certi è che sono stati rubati. Ho il cuore che è una pietra pesante", le parole amare di mamma Antonella.

Tutte le notizie su Today.it

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Alice Scagni uccisa dal fratello Alberto, la svolta: indagati due poliziotti e un medico

Today è in caricamento