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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Il caso

Terra dei Fuochi, è psicosi: crollano le vendite degli alimenti

Le notizie sui rifiuti tossici nel triangolo dei veleni tra Caserta e Napoli hanno messo in crisi l'intero settore agroalimentare della regione Campania, creando pericoli per l'economia e l'occupazione

ROMA - E' una sorta di psicosi alimentare quella che sta prendendo piede nella Terra dei Fuochi, la zona compresa tra le province di Napoli e Caserta martoriata dai rifiuti tossici (che hanno contaminato i terreni) e dai roghi di spazzatura.

Le vendite di mozzarella di bufala dop, frutta e verdura che arrivano dalla campagna tra Caserta e Napoli sono crollate di circa il 40%. Se continua "l'effetto-fuga", ha detto la Cia (Confederazione italiana agricoltori), va in crisi l'intero settore agroalimentare della regione Campania, che "vale" 5 miliardi l'anno.

Ecco perché ai consumatori serve chiarezza: c'è bisogno di una seria campagna d'informazione e di procedere al più presto con la bonifica dell'area interessata dall'emergenza ambientale. L'emergenza ambientale nella "Terra dei Fuochi" si sta trasformando in una vera e propria emergenza economica per la Campania. L'effetto psicosi nell'ultimo mese ha fatto crollare del 35-40% le vendite dei prodotti tipici, dalla mozzarella di Bufala dop all'ortofrutta. Ma così si corre il rischio di provocare danni irreversibili a tutto il sistema agroalimentare della regione, che da solo "vale" 5 miliardi di euro l'anno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Nonostante le rassicurazioni di istituzioni e associazioni di categoria, i consumatori continuano a identificare la Campania con quella limitata porzione di territorio regionale devastata da roghi e veleni, sottolinea la Cia. Con un "effetto-fuga" dai prodotti campani che sul lungo periodo può diventare davvero pericolosa per l'economia e l'occupazione, visto che si tratta della terza regione in Italia per produzione agricola con oltre 136 mila aziende e 65 mila addetti impegnati nel settore.

Per questo non si può più aspettare. Per la Confederazione, ora bisogna muoversi in due direzioni precise per ridare fiducia ai consumatori e garantire il lavoro delle aziende: da un lato occorre una seria campagna di informazione per sottolineare che oltre il 95 per cento della superficie agricola campana è sana e che tutti i prodotti sono controllati e sottoposti a serie verifiche prima di essere commercializzati. Dall'altro lato, servono azioni immediate con la formalizzazione ufficiale dell'elenco delle aree interessate dall'emergenza della "Terra dei Fuochi" e, quindi, con la predisposizione di un piano di bonifica integrale dei territori contaminati.

La Cia Campania, e in particolare la Cia di Caserta, si sono già attivate nei giorni scorsi per veicolare un messaggio di sicurezza alimentare rivolto ai consumatori. "Abbiamo dato il via alla campionatura dei prodotti nella maggior parte delle aziende associate che si trovano nell'area dell'emergenza -spiegano-. I risultati degli esami, in convenzione con il Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, serviranno a definire, oltre alla qualità dei prodotti, anche l'influenza delle peculiarità ambientali del territorio. Ciò significa considerare i prodotti agricoli come indicatori dell'agroecosistema in cui sono stati coltivati".

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