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Lunedì, 27 Maggio 2024
L'emergenza

Oltre 15mila sfollati, 300 frane e 500 strade interrotte. Bonaccini: "Siamo lacrime e forza"

Il punto sull'emergenza del capo della Protezione civile Curcio e del presidente della Regione Emilia Romagna: "Non è tempo di polemiche, ora spaliamo il fango"

Sono 43 i Comuni che devono fare i conti con la devastazione causata dall'alluvione in Emilia Romagna. Alcuni sono isolati, perché strade e ponti non esistono più. La viabilità è messa ko: sono 300 le frane e 550 strade distrutte o interrotte. Il bilancio è di 14 vittime. Gli sfollati sono 15mila, ma sono ancora in corso evacuazioni - alcune a carattere preventivo - soprattutto nel Ravennate. I dati sono aggiornati a oggi, 19 maggio, e sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa indetta per fare il punto della situazione. Presenti il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

curcio bonaccini

Si procede in due direzioni: si lavora per mettere in salvo la popolazione e si agisce sui fiumi per limitare i danni nel caso in cui i corsi d'acqua rompano gli argini. "Teniamo insieme emergenza e ricostruzione, lacrime e forza", dice Bonaccini.

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Curcio: "Non c'è memoria di eventi simili"

"Abbiamo ancora - spiega Curcio - criticità di soccorso con evacuazioni preventive e soccorsi a persone che non hanno lasciato le abitazioni e si sono rifugiate ai piani alti". Le difficoltà maggiori sono adesso nel Ravennate. Curcio ribadisce l'eccezionalità di quanto accaduto: "Si tratta di eventi che si sono sviluppati con persistenza e classificati come rari. Non c'è memoria di eventi di questo tipo in passato".

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"Voglio dire grazie - prosegue - a sindaci, prefetti e presidenti di Provincia perché queste attività vanno avanti ormai dal 2 maggio. Confidiamo molto sul fatto che il nostro sistema sussidiario continui ad assicurare una risposta importante. La portata dell'evento è tale che i disagi sono importanti e ci possono essere momenti di criticità ma se facciamo sistema possiamo superarli".

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Bonaccini: "Non è tempo di polemiche, spaliamo il fango"

Da parte di Bonaccini il grazie a chi si sta mobilitando, ma anche l'appello ai cittadini perché non si oppongano alle evacuazioni e un monito per tutti: "Ora dobbiamo dare una risposta alle persone, poi affronteremo tutte le polemiche sulla cementificazione e chi le sta facendo ci può dare una mano a pulire".

"La cementificazione - aggiunge - è un problema reale, perché qui si è costruito tanto, ma è un problema che ci siamo posti. Siamo stati tra i primi ad affrontarlo con la legge regionale contro il consumo di suolo e che tenderà al saldo zero nei prossimi anni, ma oltre a fermare il cemento serve un piano nazionale, mancato per troppo tempo, che adegui strutture e infrastrutture per gli eventi estremi". 

Da Bonaccini alcuni numeri: "Abbiamo 300 frane attive e 550 strade distrutte o interrotte". Dove la pioggia concede una tregua, infatti, adesso si deve fare i conti con una viabilità "polverizzata". È il caso di Forlì e Cesena.

Ma anche i numeri della solidarietà, che ha tanti volti. Come quello di un pensionato che con la scrittura tremante ha mandato una lettera alla Regione con dentro 120 euro, in contanti. Quel che poteva per aiutare il territorio a rialzarsi.

E insiste: "Siamo questi: lacrime e forza. Emergenza e ricostruzione. C'è chi spala il fango e mentre canta 'Romagna Mia'". Bonaccini ricorda che adesso ricorre l'11esimo anno dal sisma. "Stiamo fronteggiando un'altra emergenza di proporzioni enormi, che causa dolore e sofferenze, vittime, persone costrette a lasciare le proprie case, danni ai servizi, alle infrastrutture, al sistema economico. L'Emilia-Romagna ancora ferita ma ancora si rialzerà". 

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