Martedì, 21 Settembre 2021
Emergenza maltempo

Alluvione, ancora una notte di paura a Genova: un morto

La città rivive l'incubo dell'alluvione del 2011. Straripano i torrenti Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia. Abitanti in fuga ai piani alti delle case. Polemiche da parte dei municipi per la mancanza di un'allerta da parte di Arpal e Protezione Civile: era stato diramato soltanto uno "stato di attenzione"

ROMA - Genova rivive l'incubo dell'alluvione, come nel 2011. È ancora critica stamane la situazione in città, flagellata nella notte dal maltempo.

E infuriano le polemiche sulla mancata allerta da parte della Protezione civile per l'alluvione della scorsa notte. I cittadini sono stati colti di sorpresa dal nubifragio, come il 4 novembre del 2011, quando esondò il Rio Ferreggiano causando la morte di sei persone. Alcuni residenti delle zone più colpite dall'alluvione hanno contestato la Protezione civile perché non avrebbe preso per tempo i provvedimenti necessari limitandosi ad emanare un avviso per possibili temporali. Stavolta, al momento, il bilancio è di un morto.

L'assessore regionale alla Protezione civile, Raffaella Paita, ha dichiarato che le previsioni diramate da Arpal non contenevano indicazioni tali da spingere la Protezione civile ad emanare lo stato di allerta. L'alluvione si è abbattuta su Genova ma ha colpito anche il Levante genovese. La situazione più critica si è registrata ancora una volta a Marassi, dove sono esondati il Bisagno, il principale torrente della città e il rio Fereggiano. In via Canevari è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo di 57 anni, che sarebbe stato travolto dalla piena del Bisagno. A Borgo Incrociati l'acqua ha raggiunto quasi i due metri di altezza, sommergendo abitazioni, negozi e scantinati. La furia del torrente ha trascinato via auto e cartelloni stradali. Anche più a monte, in piazzale Adriatico, il Bisagno è uscito dagli argini e il fango ha invaso case e negozi. Allagata anche la zona della stazione Brignole e buona parte del centro cittadino.

La Protezione civile con sirene e altoparlanti ha invitato la cittadinanza a non uscire di casa e a salire ai piani alti. Il comune ha disposto la chiusura delle scuole e delle università e ha vietato l'uso di auto e moto nei quartieri di Marassi, Quezzi, San Fruttuoso e nelle zone di Brignole, via XX Settembre e della Foce. Poco dopo il Bisagno e il Fereggiano anche il torrente Sturla ha tracimato e via Chigirzola è stata completamente sommersa dall'acqua. Black out in varie zone della città e interi quartieri sono rimasti al buio per tutta la notte. Momenti di paura si sono vissuti anche nell'entroterra del capoluogo ligure ed in particolare a Montoggio, dove è esondato il torrente Scrivia, travolgendo una decina di auto. Tre persone rimaste intrappolate nella loro auto sono state portate in salvo dai sommozzatori dei vigili del fuoco.

Situazione critica anche nel Levante genovese. A Pian dei Ratti, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una persona rimasta intrappolata in una fabbrica allagata. Altre persone sono state portate in salvo a Prato Officioso, frazione di San Colombano Certenoli, dove è esondato il torrente Lavagna. Abitazioni e magazzini sono finiti sott'acuqa nelle frazioni di Micheloni, Maggi e Cogozzale. A Chiavari il fiume Entella ha superato gli argini allagando i giardini della Foce e il sottopasso di via Grotto. A Recco, l'omonimo torrente è tracimato in diversi punti, causando danni e allagamenti. (tutti gli aggiornamenti su GenovaToday)

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