Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Alluvione in Sardegna, l'isola della solidarietà: "Apriamo le case ai nostri concittadini"

In un gruppo Facebook nato poco dopo l'inizio del ciclone, tutta la solidarietà di un popolo ferito. "A causa dell'odierna alluvione - scrive l'ideatore - invito tutti i miei contatti ad aprire la loro casa per ospitare chi ha difficoltà"

ROMA - Sedici morti, un numero imprecisato di dispersi, feriti e sfollati. E' una Sardegna ferita quella che si sveglia il giorno dopo "una piena millenaria che si verifica raramente", come ha spiegato il governatore Cappellacci (GUARDA IL VIDEO). C'è chi ha perso amici, chi ha visto il proprio padre trascinato via dalla furia dell'acqua, chi attende senza sosta notizie da un proprio caro scomparso. E ancora c'è chi ha perso il negozio, la casa: tutto. 

Nessuno dei sardi, però, ha perso la voglio di aiutare l'altro. Di essere vicino a chi ha più bisogno in un questo tragico momento. Così, quando la potenza distruttrice del ciclone era solo uno spaventoso presagio, era già nato su Facebook il gruppo "Apriamo le nostre case ai nostri concittadini".

Un "muro" virtuale di sfogo ma anche una bacheca di solidarietà: fra proprietari di "Bad and Breakfast" che regalano stanze e semplici cittadini che mettono a disposizione la loro casa per chiunque abbia problemi.

"A causa dell'odierna alluvione che ha colpito la nostra isola, in particolare Olbia - scrive l'organizzatore dell'evento - invito tutti i miei contatti ad aprire la loro casa per ospitare chi ha difficoltà ad arrivare alla propria abitazione. Aiutiamoci tra di noi!".

La solidarietà, quella no, non è stata spazzata via dall'acqua e dalle frane. 

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