Martedì, 21 Settembre 2021
Terremoto

Amatrice, slitta la consegna del mercato. I comitati: "Non ci sono operai, imbarazzante"

L'inaugurazione della nuova area commerciale era prevista oggi, ma il cantiere è ancora in alto mare. Sotto accusa la Regione Lazio che dovrebbe vigilare sulle imprese. E i terremotati denunciano gravi ritardi anche nel completamento delle casette in legno

Sono scesi in strada al grido di "vergogna" e "ci avete abbandonato". E ancora: "Traditori". Sullo striscione in testa al corteo campeggia lo stesso slogan usato nella protesta di due mesi fa a Montecitorio: "La ri-scossa dei terremotati". Ma la riscossa dello Stato finora non c'è stata. Così, 60 giorni dopo, cittadini e commercianti di Amatrice si sono ritrovati di nuovo in piazza. Questa volta per manifestare contro la mancata consegna del Centro Commerciale - Mercato Coperto, uno spazio che avrebbe dovuto ospitare diverse decine di negozi e dare ossigeno all’economia locale. L’inaugurazione dell’area commerciale era prevista per oggi 5 giugno. Tutto rimandato sine die.

Una beffa che si somma alla mancata consegna, lo scorso 30 maggio, della prima Area Commerciale "Area Triangolo". Altra promessa non mantenuta.

"È una situazione imbarazzante", racconta a Today  Francesca Mileto del comitato di coordinamento Terremoto Centro Italia. "L’area è ancora un cantiere, oggi in tutto c’erano al lavoro solo sei operai". Eppure fino a pochi giorni fa la Regione Lazio faceva spallucce. "Il 15 maggio abbiamo avuto l’ultimo appuntamento in Regione: ci avevano confermato l’apertura entro il 5 giugno". Lo stesso ottimismo mostrato dal governatore Zingaretti a proposito delle casette da consegnare agli abitanti di Amatice. "La settimana scorsa ci ha detto che le Sae (soluzioni abitative in emergenza, ndr) erano quasi pronte …" E invece? "Mancano gli operai, in alcune zone non c’è proprio nessuno, in altre tre o quattro lavoratori. E' evidente che c'è un problema di controlli che non vengono effettuati".

Anche il sindaco, Sergio Pirozzi, punta il dito contro la Regione: "Quello che deve fare il Comune è consegnare le aree, poi le competenze sono della Regione. Chi deve fare la gara è la Regione, chi deve assegnare i lavori è la Regione, chi deve far rispettare i tempi è la Regione. Che possiamo fare? Noi più di sollecitare chi ha la responsabilità di fare queste cose non possiamo fare". 

Ad Amatrice la rabbia è tanta. "A nove mesi dal sisma ogni giorno che passa allontana la possibilità di ripartire in qualsiasi ambito", dice al megafono un manifestante. "Crediamo che l'errore più grande sia stato quello di affrontare un problema alla volta, non capendo che in una comunità, specialmente se è così piccola tutto è fondamentale. L'economia di un paese non si basa solamente sulle attività, ma sul contesto in cui esse si trovano. Non possiamo denunciare gli enormi ritardi per l'apertura di due centri, senza guardare gli enormi ritardi dei Sae, per non dire che fino ad oggi non è stato ancora affrontato in maniera seria il problema di come dare la possibilità ai villeggianti ed ai turisti di tornare ad Amatrice, paese che vi ricordiamo vive di villeggiatura e turismo".

Ma tra i manifestanti nessuno ha voglia di mollare: "Questa - assicurano dal comitato - sarà solo la prima di tante iniziative che mireranno ad evidenziare i gravissimi ritardi riscontrati nella ricostruzione, l'incapacità nello sburocratizzare le normative da applicare e le imperdonabili inefficienze nella gestione dell'emergenza attualmente in corso".

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