Sabato, 31 Luglio 2021
Terremoto

Amatrice, il mercato coperto è un miraggio: "Ora la Regione rimborsi i commercianti"

L'inaugurazione della struttura era prevista lo scorso 5 giugno. Poi la data è stata spostata al 24. Quindi al 20 agosto. Forse aprirà venerdì, ma solo parzialmente. Protestano i comitati: "La Regione riconosca il mancato guadagno a chi non ha potuto tirare su la serranda"

Il Centro Commerciale Cotral - foto Francesca Mileto, coordinamento terremoto Centro Italia

L’ennesimo ritardo, l’ennesima beffa. Ma certo non si può dire che la mancata apertura del Mercato Coperto di Amatrice - il così detto Cotral - sia stata un fulmine a ciel sereno. L’inaugurazione del centro, una struttura che andrà ad ospitare diverse decine di negozi chiusi dopo il sisma, era prevista lo scorso 5 giugno. Poi la data è stata spostata al 24. Quindi al 20 agosto. Ieri l’amara sorpresa. Che però, come dicevamo, è stata una sorpresa solo a metà. Già due settimane fa i comitati si erano mostrati piuttosto scettici sull’apertura del Cotral dal momento che, come hanno raccontato a Today, la struttura si presentava "come un cantiere a cielo aperto". E difatti l'apertura è slittata di nuovo. 

Un’altra beffa. Eppure, spiegano dal Coordinamento Terremoto Centro Italia, non c’è stata "nessuna ammissione di colpa, nessuna presa di coscienza da parte della Regione Lazio che fino a ieri voleva far aprire i commercianti pronti. Alle lungaggini burocratiche date dalle mille perizie richieste, al gap tra quanto richiesto e quello ottenuto si aggiunge la mancata consegna del Centro Commerciale unica speranza per i commercianti ormai privi di forza". 

Enrico Marini, presidente dell’associazione commercianti di Amatrice, ci spiega che in realtà una parte della struttura sarà consegnata "tra pochi giorni, forse già venerdì". Ma si tratterà, appunto, di un'apertura parziale. Più fumo che altro. Per vedere il centro finalmente ultimato bisognerà attendere. Quanto? "Non lo sappiamo". Per questo, spiega, in polemica con il Comune e la Regione i commercianti hanno deciso di rialzare le serrande "soltanto quando la struttura verrà consegnata completamente". 

Amatrice, gli esercizi riaperti a un anno dal sisma

È pur vero comunque che a un anno dal terremoto ad Amatrice qualcosa di muove. Dopo il supermercato Simply e l'Area Food, è stata aperta l'area Commerciale "Triangolo", sempre in località San Cipriano: un negozio di abbigliamento sportivo, una lavanderia, un'edicola, due agenzie di assicurazioni, un bar pasticceria, una fioreria e di un emporio di articoli da regalo ed elettrodomestici. I primi frutti di un investimento di 11 milioni di euro da parte della Regione Lazio. In tutto sono 92 le imprese tra attività commerciali e di artigianato che hanno aderito alla proposta di delocalizzazione nelle aree provvisorie. Nell’area Triangolo però solo 8 negozi su 25 hanno rialzato le saracinesche.

Al di là dei ritardi nella realizzazione delle strutture provvisorie, le maggiori difficoltà sono quelle burocratiche. Per ottenere i fondi stanziati dalla Regione - fondi che ad esempio servono per  l’acquisto degli arredi interni - i commercianti sono costretti a compilare complicati inventari facendo un elenco dei beni che avevano nel loro esercizio prima del sisma. "È un meccanismo talmente complicato che è anche difficile da spiegare", taglia corto Marini. Ma come si dice: il pesce puzza dalla testa. "Il problema è a monte: la Regione avrebbe dovuto finanziare le attività, non limitarsi a riconoscere il danno. Questo era l’unico modo per sistemare tutto". 

"Spesso dirigenti e Assessori della Regione Lazio hanno dichiarato 'non lasceremo nessuno indietro e solo' lo hanno fatto di nuovo ... vergogna!", chiosano dal Coordinamento Terremoto Centro Italia. "Pretendiamo rispetto per i tanti commercianti che avrebbero potuto ripartire in un momento in cui Amatrice è meta di migliaia di curiosi ed invitiamo la Regione Lazio a riconoscere il mancato guadagno a tutte le aziende che non hanno potuto tirare su la serranda". 

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