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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca Torino

“L'ambulanza non c'è”: il papà deve trasferire la bimba in auto, ma non era vero

E' finito nei guai un medico dell'ospedale di Ciriè, nel torinese, denunciato dal padre di una bimba di sei anni, che ha rischiato di morire dopo aver ingoiato una pila

Un uomo di 32 anni, di origini marocchine, ha dovuto trasferire da Ciriè a Torino la figlia di soli 6 anni, che rischiava di morire dopo aver ingerito la pila di un orologio. Ha guidato in preda al panico pensando che lei potesse morire. Per fortuna la piccola è stata salvata dai medici dell'ospedale Regina Margherita, che l'hanno sottoposta a due interventi chirurgici perché la pila dell’orologio che aveva ingoiato ha perso dell’acido che le ha danneggiato i tessuti. 

I fatti risalgono al 28 ottobre quando il padre porta la figlia all’ospedale di Ciriè dove viene visitata. La radiografia evidenzia la presenza di un oggetto tra l’esofago e la trachea e il medico riferisce al padre che la bambina va portata d’urgenza al Regina Margherita perché lì non possono fare niente.

Il genitore, in preda alla totale agitazione, porta la piccola all’ospedale di Torino dove viene salvata. Successivamente il 32enne ha denunciato ai carabinieri il medico dell’ospedale del pronto soccorso di Cirié che l’ha costretto a trasferire la figlia in auto.

A distanza di alcuni giorni, dopo un’indagine interna, la Asl To4 ha stabilito che l’ambulanza era disponibile e si scusa con la famiglia. Inoltre dichiara il Direttore generale dell’ASL TO4, dottor Lorenzo Ardissone:

“Il comportamento del medico del pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè nel caso occorso alla piccola paziente è stato connotato dall’inosservanza assoluta delle linee guida e procedure di pronto soccorso ed è perlomeno negligente. Di conseguenza, il primario di Pronto Soccorso dell’ASL TO4 lo deferirà alla Commissione di disciplina per l’avvio del procedimento nei suoi confronti, al termine del quale saranno adottati i provvedimenti del caso”. 

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