Lunedì, 10 Maggio 2021

Caos 118, sistema al collasso: “Ambulanze senza medici e infermieri”

A lanciare l'allarme è Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118: “Le centrali non sono dei call center. Organici smantellati in tutte le regioni, siamo di fronte ad un horror gestionale”

Foto di repertorio

Il 118 è il primo numero che chiamiamo in caso di emergenza, ma se a bordo delle ambulanze non ci sono abbastanza medici e infermieri, oltre alle attrezzature adeguate, c'è il rischio che chi chiama per essere soccorso non possa ricevere le cure appropriate. E' la fotografia di un sistema al collasso, denunciata attraverso una nota da Mario Balzanelli, presidente nazionale del Sis 118: “Le centrali operative non sono una sorta di call center. In questi anni sta emergendo in maniera evidente la clamorosa inefficacia di visione da parte delle precedenti gestioni ministeriali riguardo la concezione del Sistema di emergenza territoriale 118 nazionale”.

Una situazione drammatica, che mette a repentaglio la salute di tutti i cittadini italiani. Un sistema ad un passo dal collasso a causa di scelte sbagliate, come evidenzia Balzanelli: "Si è ritenuto, a più riprese, di smantellare, nel nome di innovazioni inesistenti, la concezione di Sistema salvavita, tempo dipendente, a disposizione h24, 365 giorni/anno, di 60 milioni di italiani”.

“Si impegnano risorse risibili rispetto al volume complessivo della spesa sanitaria nazionale – continua il presidente del Sis 118 - chiudendo centri di responsabilità quali le centrali operative di questi sistemi ipercomplessi, scambiandole per meri 'call center', per veri e propri rispondifici telefonici. Si è completamente e volutamente dimenticata l'opportuna e strategica dimensione provinciale dei Sistemi 118, sancita dal Dpr del 27/3/1992 peraltro tutt'ora in vigore, tarata sulla reale complessità di gestione capillare e più qualitativa possibile dei soccorsi a livello dei territori, delle centinaia di unità di personale assegnato, tra medico, infermiere e autista-soccorritore, delle risorse tecnologiche e di parco mezzi da governare”.

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Ma non finisce certo qui, secondo Balzanelli una delle tante cause che ci hanno portato a questo punto di non ritorno è da attribuire alla gestione da parte dei vertici amministrativi, poco inclini a volgere lo sguardo sulla reale efficacia del sistema e delle conseguenze che questo potrebbe avere sui pazienti: “Sono state decapitate, a numerosi livelli, le dirigenze mediche dei Sistemi, spostando innaturalmente le stesse su vertici amministrativi, a volte completamente ignari del settore e provenienti da altri mondi, mera espressione di controllo verticistico politico che si è dimostrato attentissimo agli appalti delle grandi tecnologie e molto meno alla qualità reale della governance sanitaria e alla conseguente qualità dell'assistenza reale prestata ai cittadini in imminente evidente pericolo di vita”.

"Si sono scambiate la centrali operative, veri e propri centri direzionali che hanno assicurato e assicurano in tempo reale fra l'altro la formazione, l'addestramento, del personale e della società civile, il rapporto puntuale e continuo con prefettura, questura, carabinieri, vigili del fuoco, per gusci vuoti che possono tranquillamente essere trasferiti sulla luna. Un horror gestionale  paragonabile ad un Evo Antico che ha flagellato impietosamente dai governi di Roma il 118 nazionale".

Le conseguenze di tutte queste scelte adesso sono sotto gli occhi di tutti: “Lo smantellamento, in quasi tutte le regioni, degli organici medici ed infermieristici in grado di assicurare al paziente in evidente imminente pericolo di vita diagnosi e terapia potenzialmente salvavita, contratti precari pesantemente inadeguati rispetto alle complessità reali di gestione ed ai rischi sul campo; sedi di lavoro che verrebbero chiuse nel 90% da qualsiasi ispezione delle autorità competenti”.

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Il presidente del Sis 118 Balzanelli conclude con una appello alla politica, a cui viene chiesto un drastico cambio di rotta, prima che il sistema crolli del tutto: “”Chiederemo come Sis 118 al nuovo ministro un incontro urgente e chiediamo alle forze rappresentative del nuovo governo di varare, con una assoluta urgenza, una riforma legislativa condivisa del Sistema 118 che vada nella direzione netta di un suo potenziamento e di una inversione di tendenza. Chiederemo, sul Sistema 118 salva vita, un confronto aperto e la più netta discontinuità di politica sanitaria”. 

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