Giovedì, 25 Febbraio 2021

"Basta amianto", più di 50mila firme per gli incentivi: in Italia si continua a morire

A 26 anni dalla messa al bando dell'amianto, le stime relative alla presenza di questo "killer silenzioso" sono agghiaccianti: è urgente tornare agli incentivi per chi bonifica

A 26 anni dalla messa al bando dell'amianto, le stime relative alla presenza di questo killer silenzioso, come anche quelle relative alle conseguenze dell'esposizione, sono agghiaccianti: quasi 40 milioni di tonnellate di manufatti contenenti amianto diffusi sul territorio, 75.000 gli ettari contaminati, tra 1 e 2,5 miliardi di metri quadri di coperture in amianto su capannoni, strutture, edifici pubblici e privati. E soprattutto si contano tra 3.000 e 6.000 morti ogni anno, per malattie causate dall'esposizione (mentre la percentuale di persone che si ammalano senza aver avuto una esposizione di tipo professionale è in aumento).

Amianto, 50mila firme raccolte

Sono oltre 50mila le sottoscrizioni raccolte da #BastaAmianto, la petizione per chiedere di ripristinare lo strumento più efficace che sia mai stato attivato per consentire la bonifica di tetti e coperture in amianto. Cioè quello di legare un extra-incentivo per la bonifica della copertura, agli incentivi dedicati a chi produce energia pulita attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici. Primi firmatari della petizione, lanciata su Change.org da Annalisa Corrado (Green Italia e Possibile), personalità di spicco dell’ambientalismo e della politica italiana: l’On. Rossella Muroni (LeU), il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, e Pippo Civati (Possibile).

Amianto, la mappatura in Italia non è ancora finita (e non viene pubblicizzata)

Nonostante sia passato più di un quarto di secolo dalla messa al bando la questione è tutt’altro che risolta. La legge 257 del 1992 che ha messo fuorilegge l'amianto è rimasta quasi ovunque solo sulla carta. A titolo di esempio, basti pensare che in Sicilia solo un comune su cinque (il 21,5%) si è dotato di un piano di smaltimento. I piani regionali amianto (PRA) che dovevano essere pubblicati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge mancano ancora in alcune Regioni.

Nella gallery gli allestimenti della mostra "Le vie dell'amianto" allestita lo scorso anno nel palazzo del Rettorato dell'Università di Torino. L'esposizione racconta la storia dell'amianto da Plinio il Vecchio fino al 1992, quando l'Italia bandì l'amianto per la sua pericolosità. In mostra non soltanto gli stabilimenti Eternit, ma anche gli oggetti più comuni messi sul mercato

"Urgente tornare agli incentivi"

E' fondamentale e urgente tornare agli incentivi per chi bonifica tetti con coperture in amianto e sostituisce le coperture con pannelli fotovoltaici. Si tratta della misura più efficace mia messa in campo per la bonifica delle coperture in amianto: grazie a questo strumento sono stati bonificati oltre 20 milioni di metri quadri di coperture in meno di due anni, realizzando centrali fotovoltaiche diffuse per più di 2.000 MW di potenza. Per contro la soppressione di questo incentivo ha causato un sostanziale blocco delle bonifiche. 

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La via più diretta per il ripristino di questo incentivo sarebbe inserirlo, per tutte le taglie di impianti fotovoltaici, nel decreto di incentivazione delle fonti rinnovabili elettriche per il 2018-2020 in fase di concertazione. Per centrare l’obiettivo i promotori della petizione #BastaAmianto sono pronti a lanciare una campagna di sensibilizzazione capace di mobilitare cittadini, società civile, professionisti, corpi intermedi e istituzioni. Il primo step sarà un social bombing per il 28 aprile, la Giornata Mondiale della vittime dell’amianto. Per partecipare basta andare su Change.org/bastaamianto . 

I promotori di #BastaAmianto chiederanno al Presidente della Camera Fico se voglia ricevere le firme della petizione, per raccoglierne il testimone e affidarle ai futuri ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. #BastaAmianto con la sua compagna di sensibilizzazione e mobilitazione intende anche suscitare un dibattito più ampio, che comprenda anche la delicata questione della gestione definitiva del fine vita di questi residui contenenti amianto, per cui in Italia mancano le strutture. Oltre al vantaggio ambientale, ripristinare l’extra-incentivo per la sostituzione delle coperture contenenti amianto con impianti fotovoltaici ridurrebbe i costi sanitari a carico della collettività e attiverebbe filiere economiche innovative e di qualità. Dall’edilizia all’industria fotovoltaica, passando per gli installatori di pannelli e addetti alla bonifica. Rilanciando questi settori nel segno della sostenibilità, della rigenerazione, dell’innovazione, della qualità.

Il quadro sanitario

Il quadro è preoccupante anche a livello sanitario. Stando agli ultimi dati diffusi dall’Inail, in Italia sono 21.463 i casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2012, di cui il 93% dei casi a carico della pleura e il 6,5% (1.392 casi) peritoneali, e oltre 6mila morti all’anno. A livello regionale i territori più colpiti sono Lombardia (4.215 casi rilevati), Piemonte (3.560), Liguria (2.314), Emilia Romagna (2.016), Veneto (1.743), Toscana (1.311), Sicilia (1.141), Campania (1.139) e Friuli Venezia Giulia (1.006).

Dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, sono stati censiti in Italia 3.700 nuovi casi di mesotelioma, tumore particolarmente legato all'esposizione all'amianto. 

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Delle 370mila strutture che contengono amianto - secondo un recente rapporto di Legambiente -  20.296 sono siti industriali (quasi il triplo rispetto all’indagine del 2015), 50.744 sono edifici pubblici (+10% rispetto al 2015) e 214.469 privati (+50%), 65.593 le coperture in cemento amianto (+95%) e 18.945 altra tipologia di siti (dieci volte di quanto censito nel 2015).

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