Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Amianto, l'eterno killer silenzioso: "Mappatura nelle scuole italiane, anche con i droni"

Ogni anno in Italia tremila casi di malattie collegate alla fibra killer, 2400 scuole contaminate, 350mila studenti e 50mila docenti e non docenti esposti: perché l'amianto fa (ancora) paura e cosa sta facendo la politica a 25 anni dalla legge che ne prevedeva la messa al bando

La legge c'è e ieri ha compiuto 25 anni. Dal 27 marzo 1992 l'Italia ha una norma all'avanguardia che ha messo al bando l'amianto fermandone la commercializzazione. Peccato che nei fatti, per il mancato obbligo di rimozione, per la situazione caotica di centinaia di codici e leggi che regolamentano il monitoraggio, per mappature incomplete o inesistenti dei siti a rischio, per mancanza di fondi per le bonifiche e le discariche specializzate, la "257" sull'amianto rimane una bella legge che non viene pienamente applicata.

Per dirne una: le Regioni hanno l'obbligo di trasmettere al Ministero dell'Ambiente i dati relativi alla presenza di amianto sul territorio entro il 30 giugno di ogni anno. Ad oggi i dati delle Regioni risultano molto incompleti e non omogenei.

"Uno dei principali problemi è che mancano le discariche: a volte i monitoraggi non vengono effettuati perché poi nasce il problema di dove poter smaltire l’amianto. Ci sono regioni che hanno fatto delibere definendosi a discarica zero e quindi quando faremo la programmazione del conferimento a livello nazionale ci andremo a scontrare  con queste regioni. Qualcosa poi non ha funzionato nel fondo amianto: infatti sono disponibili 368mila euro di finanziamenti ma sarà impiegato solo il 6,5% della disponibilità del fondo nel 2016. C’è scarsa sensibilizzazione, scarsa informazione, ancora oggi". Parole di Laura D’Aprile, dirigente del ministero dell'Ambiente - divisione bonifiche e risanamento - intervenuta ieri nel corso di un convegno nazionale organizzato dal Movimento 5 stelle alla Camera sui 25 anni dalla legge sull'amianto.

Stesso appello dall’Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: "Sono 380 i siti più a rischio, con amianto friabile. Noi conferiamo l’amianto in Germania ma ci hanno fatto sapere che presto non lo accetteranno più e non esistono altre possibilità che creare dei luoghi di conferimento in Italia. Sarebbe poi auspicabile che il metodo in via di sperimentazione dell’inertizzazione dell’amianto fosse utilizzato su scala industriale".

MALATTIE E TUMORI - Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, in Italia sono circa tremila i nuovi casi all’anno di malattie legate alle fibre di amianto. Di queste, 1.300 sono i casi di mesotelioma, tumore al polmone spesso mortale. Un dato sottostimato secondo la onlus "Osservatorio nazionale amianto". Ezio Bonanni, presidente dell'Ona, ha parlato di almeno seimila nuovi casi ogni anno di malattie legate all’esposizione a questo materiale: 1.800 di mesotelioma, 3.600 di tumori al polmone e seicento di asbestosi (fibrosi polmonare legata all’amianto). Senza contare i casi di altri tipi di tumore legati spesso all’esposizione con le fibre killer, come quelli alle ovaie e alla laringe.

Cosa fa la politica? Malgrado la legge del 1992, la situazione è molto caotica. Oggi in Italia ci sono più di quattrocento codici e leggi che regolamentano il monitoraggio dell’amianto, un miscuglio confusionario di norme che una proposta di legge governativa vuole armonizzare in un testo unico, in via di definizione al Senato. Il punto sul testo unico è stato presentato dal magistrato Bruno Giordano, che ci sta lavorando per conto della Commissione d’inchiesta sugli infortuni del lavoro: "Ci sono 240 leggi statali e circa 400 atti normativi regionali sull’amianto che il testo unico sta cercando di razionalizzare ma che non potranno essere toccate da una legge statale. Una proliferazione certamente problematica. I numeri del problema sono largamente sottostimati: basti dire che la Calabria fino al 2014 non aveva alcun sito con amianto monitorato. E non abbiamo una norma che tuteli la collettività: invece l’amianto è un problema di tutela della salute pubblica e non solo dei singoli individui".

IL PROGETTO ABSESTO 2.0 - Già, la salute pubblica. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio nazionale amianto, sono 2.400 le scuole italiane contaminate dalla "fibra killer", con 350mila studenti e 50mila insegnanti che ogni giorno le frequentano e sono esposti in maniera più o meno intensa. Si tratta di numeri confermati dal Censis e dal rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica. Proprio ieri ad Avellino è stato presentato "Absesto 2.0", il progetto di mappatura dell'amianto nelle scuole che parte dall'Irpinia e arriverà in altre due città pilota, Alessandria e Pisa. L'iniziativa nasce da un protocollo d'intesa firmato dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalla struttura di missione per l'edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La novità è il ricorso alle moderne tecnologie di telerilevamento, con l'utilizzo di droni dotati di telecamere ad alta risoluzione. I risultati del progetto pilota, che inaugura una metodologia che potrà essere progressivamente estesa sul territorio, forniranno per la prima volta un quadro omogeneo e scientifico del fenomeno a livello nazionale.

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