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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Scappano dalla Libia, senza speranza: storie di persone in pericolo

Con la presidenza italiana dell'Ue, Amnesty International si appella al nostro governo per ricordare come l'Europa da sempre promuova il rispetto dei diritti umani. Così ci racconta le undici storie di persone in pericolo, che potrebbero essere salvate con un intervento del nostro governo. La storia di chi arriva dalla Libia, in cerca di speranza

Sono decine di migliaia ma non si riesce ad avere una cifra esatta, visto che la maggior parte di queste persone viaggiano nel sommerso. Sono migranti e rifugiati che entrano in Libia dall'Africa Subsahariana, dall'Africa del Nord e dal Medio Oriente.

NON ESISTE IL DIRITTO D'ASILO - Un flusso continuo di persone a rischio di sfruttamento e abusi: il loro rischioso viaggio comincia nel loro paese e continua in Libia dove vengono denunciati dai cittadini e incarcerati dalle milizie in centri di detenzione. Qui Amnesty International ha documentato diversi casi di tortura, in particolare sulle donne:
 

Numerosi casi di percosse, frustate e altre forme di tortura o maltrattamenti in queste strutture, anche nei confronti delle donne. In assenza di personale femminile, le detenute migranti e rifugiate sono esposte ad abusi sessuali, comprese perquisizioni intrusive sul corpo da parte di guardie maschili


Per la legge libica i cittadini che entrano in maniera irregolare possono subire questo tipo di detenzione fino a che non venga emessa la loro espulsione e non c'è un tempo limite. L'espulsione può essere più volte ritardata da motivi finanziari o burocratici. In più in questo paese non viene fatta nessuna distinzione tra migrante irregolare e rifugiato. Il che significa che non viene garantito il diritto d'asilo. Tutto ciò è noto anche alle istituzioni europee:
 

L'Unione europea e i suoi stati membri hanno continuato a portare avanti forme di cooperazione con la Libia per il controllo dell'immigrazione. Più di recente, l'Ue ha istituito una missione di assistenza alle frontiere (Eubam) volta a rafforzare la capacità delle autorità libiche allo scopo di migliorare i controlli alle frontiere, anche per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori.

COSA FARE - Secondo Amnesty International il nostro Paese, di turno alla presidenza europee, potrebbe avere un ruolo cruciale cercando di evitare gli accordi sul controllo dell'immigrazione con la Libia fino a che la situazione non cambi e non si cominci concretamente a rispettare i diritti umani, tra cui c'è anche quello d'asilo. Inoltre sul sito dell'ong c'è la possibilità di firmare un appello che chieda lo stop immediato degli abusi sui migranti in Libia.

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