Sabato, 15 Maggio 2021
tumori

Andrea, nove anni e un tumore troppo duro da battere. La madre: "Portiamola a casa"

La piccola era stata sottoposta a una terapia in Messico, ma la cura non ha dato i risultati sperati. I genitori: "La scienza ha fatto il possibile, ora la nostra guerriera è nelle mani di Dio"

Andrea e sua madre (foto Facebook/Amici di Andrea)

Una diagnosi spietata e un futuro che appare segnato. Andrea ha solo nove anni e sta lottando con tutte le sue forza contro la Dipg: acronimo di diffuse intrinsic pontine glioma. Un tumore che nasce e si sviluppa al centro del cervello, diagnosticato quasi esclusivamente in età pediatrica. Impossibile da operare chirurgicamente.

Praticamente una sentenza: il 90% dei pazienti affetti muoiono entro 2 anni dalla diagnosi. Una lotta impari contro un male che non lascia scampo. Anche per la piccola Andrea, purtroppo, le cose non sono andate come speravano i genitori. Per tentare un trattamento la piccola era volata in Messico anche grazie ai fondi raccolti con una gara di solidarietà a Nerviano. 

Ma ora le sue condizioni mediche si sono aggravate e per la piccola le speranze si sono ridotte al lumicino. E la mamma ha lanciato un ultimo appello: una raccolta fondi per riportarla a casa.

"Ultimamente - ha scritto nei giorni scorsi la madre di Andrea -  i miei post su Facebook non erano continui perché la mia bambina era in condizioni instabili. Giorni alti, giorni bassi. Purtroppo è col cuore frantumato che sono a scrivervi che la vita di un bambino affetto da Dipg non ha certezze o garanzie e le cose possono cambiare in un batter di ciglia. Se prima ero a chiedervi aiuto per dare una speranza alla mia bambina di poter provare a vivere, ora vi chiedo di aiutarmi a riportarla a casa". 

I genitori di Andrea si sono trovati di fronte a un bivio: continuare con le cure, oppure regalare un po’ di serenità alla loro bambina facendola tornare nella sua stanza. Nel suo paese. Dai suoi affetti. Una "decisione drammatica", sottolinea la madre, che però adesso non ha più dubbi:

"Finché Andrea aveva la sua occasione abbiamo combattuto fino all'ultimo per non negargliela ma ora tutto quello che la scienza poteva fare è stato fatto e la nostra guerriera è nelle mani di Dio. Grazie a chi ci ha creduto fino all'ultimo sostenendoci, appoggiandoci. Niente è stato vano e mai mi pentirò di averci provato. Grazie a tutto. Ora sono a chiedervi un aiuto per permettere ad Andrea di trascorrere i giorni che le rimarranno a casa sua. Per poter affrontare il viaggio serve un'aeroambulanza attrezzata di tutto, che comporta una spesa ad oggi per me insostenibile dovendo ancora pagare l'ospedale".

Ma anche stavolta, ne siamo sicuri, la piccola Andrea non sarà lasciata sola. Già nel 2016, gli abitanti del piccolo comune di Nerviano, nel Milanese, avevano risposto in maniera commovente. In un mese erano stati raccolti oltre 14mila euro, donati da 224 persone. In quell’occasione un fornaio decise di devolvere l’intero incasso della vendita settimanale di brioches; una pizzeria d’asporto, invece, organizzò una giornata in cui tutte le pizze margherite sfornate sarebbero servite per rimpinguare le casse della raccolta fondi. E via dicendo. Piccoli, ma concreti, aiuti. Di cui, adesso più che mai, la piccola Andrea ha tremendamente bisogno. 

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Conto corrente intestato a: Comitato amici di Andrea, C/C numero 0000002265, CIN Q, ABI 05584, CAB 33450, IBAN IT06Q0558433450000000002265

La pagina Facebook Comitato amici di Andrea, nata per aiutare la piccola
 

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