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Venerdì, 24 Maggio 2024
L'alias / Palermo

Indagato Andrea Bonafede, l'uomo che ha "prestato" l'identità a Matteo Messina Denaro

L'appartamento di Campobello di Mazara che era utilizzato da Matteo Messina Denaro risulta di proprietà di Andrea Bonafede, l'alias utilizzato dal boss anche per curarsi alla clinica La Maddalena di Palermo dove è stato arrestato

Andrea Bonafede, l'alias usato da Matteo Messina Denaro, è indagato dalla Procura di Palermo. Dopo l'arresto del latitante padrino della mafia ricercato da 30 anni, ora l'attenzione dei magistrati si sposta sulla rete che ha permesso a Matteo Messina Denaro di nascondersi per tutto questo tempo. Secondo i primi accertamenti l'appartamento di Campobello di Mazara che era utilizzato da Matteo Messina Denaro risulta intestato proprio ad Andrea Bonafede, l'alias utilizzato dal boss anche per curarsi alla clinica privata "La Maddalena" di Palermo dove è stato arrestato. Bonafede ora risulta iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di favoreggiamento aggravato e associazione mafiosa.

Il ruolo di Bonafede: le prime ammissioni ai pm

Secondo il comandante provinciale dei carabinieri di Trapani, Fabio Bottino, Matteo Messina Denaro abitava da almeno sei mesi nell'immobile individuato come "covo" e perquisito dai carabinieri. "Un appartamento, ben ristrutturato, che testimonia che le condizioni economiche del latitante erano buone. Arredamento ricercato, di un certo tenore, non di lusso ma di apprezzabile livello economico - spiega Bottino - Perquisizioni e accertamenti sono in corso. Stiamo rilevando la presenza di tracce biologiche, di eventuali nascondigli o intercapedini dove può essere stata nascosta della documentazione. Un lavoro per il quale occorreranno giorni".

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L'appartamento in via CB31, a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani risulta intestato ad Andrea Bonafede. Messina Denaro ha utilizzato questa identità, tra le altre cose, anche per curarsi alla clinica palermitana "La Maddalena". 

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Ora, Andrea Bonafede starebbe parlando con i pm. Ai magistrati avrebbe fatto mezze ammissioni dicendo di conoscere il capomafia fin da ragazzo e di essersi prestato a comprare, con i soldi del padrino, la casa in cui questi ha passato l'ultimo anno. 

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