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Martedì, 25 Gennaio 2022
"Fu una trappola" / Enna

Andrea Paternò, ucciso e bruciato: c'è la svolta

Il corpo venne trovato all'interno di un fuoristrada dato alle fiamme a Enna nel 2020. Quattro arresti. Venne attirato in una trappola per una questione di soldi

C'è la svolta nelle indagini, dopo un anno e mezzo dal fatto di sangue. Quattro arresti per l'omicidio di Andrea Paternò, il cui cadavere carbonizzato fu ritrovato in un'auto, anch'essa bruciata, il 13 luglio del 2020 nelle campagne di Enna, in contrada Arcera.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Enna insieme a personale del Ros hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Caltanissetta, nei confronti di quattro persone. Sono accusate di omicidio aggravato, distruzione di cadavere e incendio seguito da danneggiamento. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. 

Omicidio Andrea Paternò a Enna: 4 arresti

Il corpo venne trovato all'interno di un fuoristrada del padre della vittima, dato alle fiamme. Paternò, 40 anni , aveva qualche precedente ed era scomparso da alcuni giorni. A segnalare la vettura era stato un uomo che si stava recando in un suo terreno.

Gli indagati finiti in manette sono D.M.F., 63 anni, pregiudicato; D.M.C.S.G., 24 anni; D.M.G. 36 anni; e S.G., 25 anni. Sono tutti allevatori di Pietraperzia, in provincia di Enna.

In base a quanto emerso, alla base del delitto potrebbe esserci la richiesta di restituzione di un prestito da circa 20 mila euro, avanzata da Paternò. Fu attirato in trappola, e ucciso a colpi di arma da fuoco e coltello. Il suv con il corpo sarebbe stato poi spostato e dato alle fiamme. A due degli arrestati viene contestato anche l'incendio doloso di alcuni campi di grano dati alle fiamme la scorsa estate.

"Costante clima di intimidazione e di omertà"

Gli uomini che hanno ucciso l'allevatore Paternò avevano contatti con esponenti delle famiglia mafiose di Pietraperzia e Barrafranca e, più, in generale con contesti mafiosi, anche di primo piano, della provincia di Enna. Per questo agli indagati per l'omicidio dell'allevatore è stata contestata altresì la circostanza aggravante dell'associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma il gip non l'ha riconosciuta nell'ordinanza.

In ogni caso costante è stato il clima di intimidazione e di omertà che è emerso sulla scorta delle dichiarazioni della maggioranza dei testimoni, compresi gli appartenenti alla forestale che si sono sono occupati di domare l'incendio.

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