Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Andreas Lubitz fece ricerche online sul suicidio e sulle porte della cabina

In un tablet rinvenuto in casa del co-pilota i dati delle sue ricerche su internet prima della tragedia. Trovata la seconda scatola nera, a dieci giorni dal disastro del volo Germanwings

ROMA - Suicidio e sicurezza delle porte della cabina di pilotaggioSono questi gli argomenti che Andreas Lubitz cercò sui motori di ricerca poco prima della tragedia. A renderlo noto è la procura di Dusseldorf, parlando dei risultati delle analisi di un tablet ritrovato in casa di Lubitz. La tragedia del volo Germanwings si arricchisce di nuovi, inquietanti dettagli, come anche quello rivelato nelle ultime ore dal tabloid tedesco Bild secondo il quale Andreas Lubitz assumeva farmaci antidepressivi. Citando fonti giudiziarie, Bild afferma che il copilota assumeva il Lorazepam, un farmaco prescritto a chi ha problemi di sonno e usato anche contro attacchi di panico (ma non è chiaro se ne facesse un uso regolare) e rivela che il problema agli occhi di cui Lubitz soffriva sarebbe stato provocato da un incidente stradale nel 2014.

Intanto la procura di Marsiglia ha reso noto il ritrovamento della seconda scatola nera dell'Airbus A230 precipitato in Francia, da cui si spera sarà possibile ricavare i dati sui parametri del volo prima dell’impatto. Il primo congegno era stato ritrovato lo stesso giorno del disastro del volo Germanwings, il 24 marzo scorso e grazie a quello era stato possibile risalire alla dinamica dei fatti, con le registrazioni delle voci nella cabina di pilotaggio: il copilota Andreas Lubitz fece deliberatamente schiantare l’aereo sulle Alpi francesi, provocando la morte delle 150 persone a bordo. Si pensava ormai che la seconda scatola nera fosse andata distrutta.

Mentre continuano a uscire nuove rivelazioni sul carattere di Andreas Lubitz, sono in molti a chiedersi come sia stato possibile che a un pilota con la sua storia personale sia stato consentito di guidare un aereo di linea.

Le regole dell’European Aviation Safety Agency, non considerano un precedente, anche grave, di depressione come un impedimento alla professione per chi voglia volare, anche per chi avesse manifestato tendenze suicide prima di intraprendere quella carriera e poi sia stato “riabilitato”. Si analizza caso per caso e alla fine la decisione finale sull’idoneità al volo spetta al medico. Come si legge nei documenti dell'EASA, disturbi psicotici passati, schizofrenia o azioni autodistruttive, come pure disordini della personalità e l’assunzione di sostanze psicotrope, sono un ostacolo al conseguimento dell’idoneità al volo ma si può essere riabilitati qualora si dimostri  l’esistenza di una “causa scatenante transitoria” oppure di “una diagnosi iniziale errata o poco accurata”. Come spiegato da un portavoce del ministero dei trasporti di Berlino, per quanto riguarda l’idoneità al volo, la Lufthansa segue standard internazionali e regolamenti europei. Ora il compito della magistratura è stabilire se siano state rispettate tutte le regole previste nel caso di Andreas Lubitz, nella cui casa sono stati ritrovati alcuni certificati medici stracciati e il quale non avrebbe rivelato di aver avuto dai medici un periodi di riposto per malattia, continuando a lavorare.

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