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Domenica, 21 Aprile 2024
Il caso / Napoli

Angela Celentano: la storia della scomparsa, dal monte Faito all'ultima vera pista aperta

Ventisette anni di misteri, false piste, ricerche senza sbocchi concreti. Sfumata l'ennesima speranza, dopo l'esito negativo del test del Dna su una ragazza sudamericana che si credeva fosse lei, cosa resta in piedi sul fronte delle indagini

Non è lei. Nemmeno stavolta. Speranze riaccese e poi svanite, come accade da 27 anni, malgrado gli sforzi enomi di forze dell'ordine e familiari. Sono negativi i test del Dna effettuati sulla ragazza sudamericana che si ipotizzava potesse essere Angela Celentano, la bambina di tre anni scomparsa il 10 agosto del 1996 durante una gita con la famiglia sul monte Faito, a Vico Equense, città della penisola sorrentina in provincia di Napoli. L'avvocato Luigi Ferrandino, legale della famiglia di Angela Celentano, ha fatto sapere che "dalla comparazione tra il Dna dei signori Celentano e quello della giovane donna purtroppo non emerge una corrispondenza genetica". "Continueremo nelle nostre ricerche e qualunque altra segnalazione meritevole di approfondimento verrà percorsa", ha dichiarato Catello Celentano, papà di Angela che, con la moglie Maria e le figlie Rossana e Naomi, ringraziano "quanti hanno contribuito nelle segnalazioni". "Noi non smettiamo di sperare di poter riabbracciare la nostra amata figlia. Per il momento riteniamo di rimanere in silenzio e chiediamo rispetto", hanno aggiunto i familiari.

Come si è arrivati all'esito negativo, l'ennesimo, di oggi? Dopo una segnalazione, le ricerche avevano portato ad una giovane venezuelana, una 31enne con una "voglia" di caffè sulla schiena (nello stesso punto in cui l'aveva la bambina), una presunta somiglianza con la piccola sparita e in particolare con una delle due sorelle, e un padre adottivo che avrebbe avuto legami e contatti con la Campania. Nei giorni scorsi, l'avvocato Ferrandino aveva spiegato che "siamo riusciti ad acquisire delle immagini, delle fotografie ed è stato emozionante quello che ha detto Maria quando ha visto questa fotografia, perché ha pianto e ha detto: questa è mia figlia. Inoltre una delle due figlie dei signori Celentano, guardando la foto ha detto: mamma, questa sembro io".

I genitori di Angela Celentano in una foto Ansa

Ferrandino era riuscito a procurarsi i campioni del Dna in un paese del nord Europa, tramite una persona che ha incontrato la giovane donna per motivi di lavoro. Purtroppo, però, non c'è corrispondenza genetica tra i genitori della bambina scomparsa e la ragazza sudamericana. Il cauto ottimismo di qualche giorno fa è svanito con l'ennesima pista investigativa chiusa senza uno sbocco concreto. Come succede da 27 anni. Dopo quasi tre decenni di misteri, false piste e ricerche senza esito, cosa resta in piedi oggi sul fronte delle indagini?

"Angela Celentano è in Turchia, un uomo l'ha rapita e la spaccia per sua figlia"

Ad oggi, la flebile speranza di ritrovare viva Angela Celentano rimane appesa dal punto di vista investigativo alla cosiddetta "pista turca", sulla quale è in corso una serie di accertamenti da parte degli inquirenti. Nelle scorse settimane, il giudice delle indagini preliminari di Napoli, Federica Colucci, ha rigettato la richiesta di archiviazione presentata della procura in relazione a un'attività investigativa della direzione distrettuale antimafia su questo filone di indagine. Si tratta di un'inchiesta avviata nel 2009 a seguito dell'iniziativa privata di una signora di nome Vincenza Trentinella, la quale riferì di aver avuto informazioni confidenziali sulla sorte della piccola da un prete che a sua volta le venne a sapere in confessionale. "Non eravamo al corrente di questa indagine", ha dichiarato l'avvocato Luigi Ferrandino che ha avvertito subito la famiglia Celentano. "La speranza è sempre viva e ci auguriamo che questa nuova inchiesta possa darci notizie certe su Angela", ha aggiunto il legale, commentando la notizia.

angela celentano foto ansa (2)

La donna che ha fatto aprire le indagini si chiama Vincenza Trentinella e non ha nessun legame di parentela né di amicizia con la famiglia Celentano. Secondo la sua versione, a seguito di una verifica fatta andando direttamente in Turchia, la bambina sarebbe stata rapita e vivrebbe sull'isolotto di Buyukada con una persona che crede sia suo padre. E di quest'uomo (che ha una cicatrice sul collo) avrebbe anche fornito una foto scattata dopo averlo incontrato in uno studio di un veterinario. Secondo il giudice ci sono ancora dubbi da fugare e quindi è necessario prorogare le indagini per altri sei mesi, soprattutto sul presunto padre turco di Angela, che si chiamerebbe Fahfi Bey.

I magistrati italiani, recatisi sull'isolotto, avrebbero interrogato un uomo che in realtà non sarebbe il presunto padre turco di Angela ma il veterinario, titolare del numero di telefono fornito da Vincenza Trentinella, il quale ha riferito agli investigatori di non conoscere la donna. In sostanza, secondo il giudice potrebbe essere stata ascoltata la persona sbagliata, e quindi le indagini non possono dirsi concluse. Si continuerà ad investigare sulla segnalazione che porta a Buyukada, in Turchia, dunque. E questo anche se in un primo momento gli inquirenti non avevano trovato una chiara corrispondenza tra le immagini della bambina e quelle consegnate da Vincenza Trentinella.

Il caso di Angela Celentano, dall'inizio

La scomparsa della bambina risale al 10 agosto del 1996. Angela Celentano ha tre anni ed è con i genitori, le sorelline e un gruppo di altre quaranta persone sul monte Faito, nel Napoletano. Sono tutti insieme per un pic nic. È ora di pranzo, il papà è convinto che la bimba sia dietro di lui e si volta per chiederle cosa vuole mangiare. Ma Angela non c'è e scatta l'allarme. Si mobilitano tutti i presenti e le forze dell'ordine. Il monte Faito è passato al setaccio, così come le villette e le case della zona, ma senza risultati. Per quattro giorni e quattro notti vengono impiegati tutti i mezzi allora disponibili.

angela celentano ansa (2)-3

L'ultimo ad averla vista sarebbe stato un bambino, Renato, che all'epoca aveva 11 anni: il piccolo raccontò di essersi addentrato per un sentiero che portava ad un'auto per posare il pallone con cui stava giocando. Angela avrebbe provato a seguirlo, ma fu rimandata indietro. Da lì si sono perse le sue tracce, perché la bimba non ha mai raggiunto i genitori e l'11enne al suo ritorno non ha incontrato nessuno. Durante le indagini, i carabinieri scoprono che in realtà l'ultimo ad aver visto Angela sarebbe stato un altro bambino di nome Luca, 12enne che raccontò di aver detto a Renato di riportare la bambina alla madre, offrendosi lui stesso di farlo. Renato lo avrebbe ascoltato e sarebbe sceso con Angela verso un parcheggio, poi la piccola sarebbe sparita. I bambini sono poi stati interrogati e messi a confronto, ma le loro versioni sono rimaste sempre contrastanti.

catello celentano ansa

In 27 anni sono state tante le segnalazioni sulla bimba scomparsa, quasi tutte anonime. Compresa una strana telefonata arrivata a casa di Angela nove giorni dopo la scomparsa, il 19 agosto: dall'altra parte della cornetta si sente solo un pianto disperato di una bambina. Prima delle indagini più recenti, la segnalazione più attendibile sembra arrivare nel 2010, quando mamma Maria e papà Catello vengono contattati dal Messico. Si parla di una ragazza messicana, la sedicente Celeste Ruiz, ma alla fine si scopre che un truffatore aveva rubato la foto di una donna del tutto estranea ai fatti, spacciandola per Angela. Un'altra falsa pista. Altro tempo perso.

La famiglia Celentano si dice certa che la piccola sia stata portata via da qualcuno e che sia stata ceduta o venduta per un'adozione illegale. I genitori della bimba non hanno mai smesso di sperare. Nemmeno ora.

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