Giovedì, 23 Settembre 2021
CRONACA

Alluvione a Genova: nelle strade tornano gli 'angeli del fango'

Come dopo l'alluvione del 2011, moltissime persone, in gran parte ragazzi, hanno iniziato a ripulire la città. Il capoluogo ligure riparte dalla solidarietà. Malore per una 27enne impegnata a spalare

GENOVA - Dal fango nascono i fiori, si potrebbe dire. Perché dopo il disastro, la morte e la distruzione è bello vedere tanti volti sorridenti ed entusiasti mentre armati di vanga, stivali e guanti da cantiere ripuliscono la città. Sono gli angeli di Genova, gli angeli del fango. Centinaia di ragazzi, giovanissimi, arrivati in città per dare una mano con generosità dopo l'alluvione. 

Molti di loro hanno rispolverato le magliette dell'alluvione del 2011, con la scritta marrone "Non c'è fango che tenga". E come tre anni fa sono accorsi nel cuore della città sfregiato dai nubifragi. Il tam tam che ha permesso di radunare tutti è partito nei social network. I municipi hanno organizzato punti di raccolta, distribuito i guanti e le vanghe. Nonostante lo stato di allerta 2, che durerà fino a lunedì, i ragazzi hanno risposto numerosissimi. Il pericolo imminente e il cielo minaccioso non li hanno tenuti lontano dai torrenti che hanno devastato la città e che potrebbero nuovamente, alla prima pioggia, gonfiarsi e uscire minacciosi dagli argini.

Una di loro, una 27enne, si è sentita male mentre spalava. Ha avuto un arresto cardiaco mentre era all'opera in via Trebisonda ed è stata portata in ospedale. E' stata ricoverata in prognosi riservata in rianimazione.

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