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Sabato, 22 Gennaio 2022
CRONACA / Roma

Arrestato Angelo Rizzoli: soldi delle società fallite per ristrutturare casa

Il produttore televisivo e cinematografico di "Capri" e "Generale della Rovere", ex editore, è accusato di bancarotta fraudolenta: "Ha fatto fallire le società per il profitto personale proprio e della sua famiglia".

Choc nel mondo imprenditoriale. Angelo Rizzoli è stato arrestato a Roma con l'accusa di bancarotta fraudolenta. L'arresto del produttore televisivo e cinematografico, ed ex editore, è stato eseguito dal Comando Provinciale di Roma della guardia di finanza su ordine della procura di Roma.

Secondo quanto si legge nelle carte della polizia Tributaria, nella veste di amministratore unico della Rizzoli audiovisivi srl (oggi Tevere audiovisivi srl), società in liquidazione, avrebbe causato "con dolo" il fallimento di quattro società controllate: Produzione Internazionale srl, Ottobre film srl, Delta Produzioni srl e Nuove produzioni srl.

Inoltre gli inquirenti hanno provveduto al sequestro di beni per un valore stimato pari a circa 7 milioni di euro, comprensivi della residenza della famiglia Rizzoli ai Parioli di 21 camere, la tenuta "Ca' de Dogi" e diversi terreni a Capalbio (GR) ed alcune quote societarie.

Dalle indagini è emerso che Rizzoli fosse il 'dominus' di queste imprese mentre gli amministratori facevano solo da 'prestanome', essendo privi di qualsiasi potere decisionale e percependo per il loro ruolo solo saltuarie remunerazioni dallo stesso imprenditore, che invece incamerava tutti gli utili".

Spaventosi i numeri: dal 2004 al 2011 Rizzoli avrebbe prelevato dall'Audiovisivi solo a titolo di compenso di amministratore oltre 6 milioni di euro, in controtendenza rispetto all'andamento economico della società e al progressivo aumento della sua esposizione debitoria.

Tra le produzioni televisive realizzate dalle società poi fallite figurano le fiction tv "Capri", "Il generale Della Rovere", "Ferrari", "Cuore", "Marcinelle" e l'opera cinematografica "Si può fare". Secondo la Finanza, insomma, "Rizzoli ha fatto fallire le società del suo gruppo non per salvaguardare l'equilibrio patrimoniale della holding (peraltro anch'essa in stato di insolvenza), ma per il profitto personale proprio e della sua famiglia, tanto che nel tempo un notevole patrimonio immobiliare (oggi sequestrato) è concentrato nella Gedia srl, amministrata dalla moglie e poi uscita dal gruppo Rizzoli per sottrarsi ai creditori in sede di concordato".

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