Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Bari

Bitonto, raid contro i clan dopo la sparatoria mortale: scoperto bazar della droga

Proclamato il lutto cittadino per la morte di Anna Rosa Tarantino, uccisa mentre tornava dalla messa in una sparatoria a Bitonto, in provincia di Bari. Forse usata come "scudo umano" da un pregiudicato bersaglio di un agguato

Due sparatorie, un'anziana, Anna Rosa Tarantino, morta mentre tornava dalla messa del mattino, un pregiudicato ventenne, Giuseppe Casadibari, piantonato in ospedale: fine 2017 da dimenticare per Bitonto, località a pochi chilometri da Bari, teatro di quello che sembra un regolamento di conti tra clan rivali. 

La donna, secondo ipotesi investigative, potrebbe essere stata usata come 'scudo' nel corso della sparatoria, da parte del vero obiettivo dei sicari. Circa 20 minuti dopo l'ultimo agguato, inoltre, è stato ucciso un cane a colpi di pistola, nelle vicinanze della stazione dei Carabinieri. L'esemplare era utilizzato come guardia in una zona alta densità di case popolari dove risiedono esponenti di un clan.

Inoltre mezz'ora prima dell'agguato mortale altri colpi di pistola erano stati esplosi verso un caseggiato in cui risiedono esponenti di un clan malavitoso locale.

Controlli dopo le sparatorie: scoperto bazar della droga

Proprio nelle palazzine di via Sandro Pertini, i Carabinieri nel corso dei controlli, si sono imbattuti in numerose porte blindate che impedivano l'accesso ai tetti degli edifici. Gli ostacoli sono stati rimossi e abbattuti grazie all'intervento dei vigili del fuoco. All'interno sono state rinvenute numerose dosi di marijuana, cocaina e hashish, oltre a 4mila euro in contanti, bilancini di precisione.

Il dolore del sindaco Abbaticchio: "Sdegno e rabbia"

Gli eventi pubblici in programma fino al 7 gennaio a Bitonto sono stati annullati ed è stato proclamato il lutto cittadino. "Una signora di 84 anni - scrive su Facebook il sindaco di Bitonto - ha concluso la sua vita a causa di una sparatoria in cui era solo inerme spettatrice"

"Lo sdegno ed il senso di rabbia che ci assale si riverserà in tutte le sedi competenti perché i cittadini chiederanno conto e giustizia per la loro figlia. Perchè, sia chiaro, quella signora è anche figlia nostra. E non sarà una celebrazione o un'onda di commenti social che spegneranno tutte le azioni necessarie affinché tutti i colpevoli siano perseguiti in ogni modo consentito dalla legge italiana".

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