rotate-mobile
Domenica, 26 Maggio 2024
il processo / Chieti

Annamaria D'Eliseo morta impiccata in garage, una perizia può scagionare il marito

Rodolfo Di Nunzio è a processo per la morte della donna trovata cadavere nel suo garage il 15 luglio 2022. Contro di lui pesa l'analisi di un frammento audio delle telecamere di sorveglianza, ma un altro esame potrebbe cambiare tutto

Un frammento audio con due perizie dall'esito opposto. Questo si annuncia uno degli elementi chiave del processo che si è aperto a Lanciano per l'omicidio di Annamaria D'Eliseo, la collaboratrice scolastica di 60 anni morta il 15 luglio 2022 nella sua casa. Il marito Aldo Rodolfo Di Nunzio, ex ispettore dei vigili del fuoco di 72 anni, è imputato di omicidio volontario aggravato. I cinque figli della coppia si sono costituiti parte civile.

Annamaria D'Eliseo è stata trovata cadavere nella rimessa vicino all'abitazione di famiglia. Aveva dei cavi elettrici stretti intorno alla gola. A dare l'allarme è stato il marito. Inizialmente si è ipotizzato il suicidio per impiccagione. Successivamente si è fatta strada l'ipotesi dell'omicidio e il marito è finito in cella. 

Sulla posizione del marito ha pesato la perizia fonica sull'audio estrapolato dal sistema esterno di videosorveglianza della casa. Per il consulente della procura nel frammento audio si sente la donna implorare: "No, lasciami, lasciami, no". 

La difesa ha però presentato un'altra perizia con esito diametralmente opposto chiedendo la scarcerazione per mancanza di elementi probatori e pericolo di reiterazione di reati violenti. "Secondo il nostro consulente, si sentono urla maschili e non femminili – dice il legale che rappresenta il marito citato da ChietiToday– e la frase pronunciata sarebbe 'Guarda me', ripetuto un paio di volte. Le grida sono più forti a seconda della vicinanza alla fonte di registrazione. Questo combacia con quanto dichiarato da Di Nunzio, che sarebbe salito in casa a prendere il cordless per chiamare i soccorsi. Se la perizia fosse inattendibile, come riteniamo, verrebbero meno i presupposti della custodia cautelare – aggiunge l'avvocato della difesa – per questo chiediamo l'immediata revoca della misura e la remissione in libertà dell'imputato o, in subordine, la detenzione domiciliare".

La corte, presieduta dal giudice Giovanni Nappi, ha cinque giorni di tempo per decidere. Il pm Mirvana Di Serio si è riservata il parere. Dopo l'ammissione di prove e testi, l'udienza è stata rinviata al prossimo 14 giugno, quando saranno sentiti i primi testimoni dell'accusa.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Annamaria D'Eliseo morta impiccata in garage, una perizia può scagionare il marito

Today è in caricamento