Antonio De Marco: chi è l'uomo accusato di aver ucciso Eleonora Manta e Daniele De Santis

Secondo gli inquirenti avrebbe progettato di immobilizzare i due fidanzati per seviziarli e di lasciare una scritta a suggello del suo gesto. Per questo delle fascette stringitubo sono state ritrovate in casa: era materiale che poteva servire all'omicida per legare le vittime e torturarle

Antonio De Marco, 21 anni, di Casarano, studente di scienze infermieristiche ed ex inquilino delle vittime, è stato arrestato ieri sera con l'accusa di aver ucciso Eleonora Manta e Daniele De Santis. Secondo quanto riportato da Lecceprima si trovava fino ad agosto nell'appartamento dei due fidanzati. Antonio Giovanni De Marco avrebbe confessato. Secondo l'ordinanza l'uomo avrebbe scritto sul suo profilo facebook una serie di frasi in cui parlava di una vendetta da compiere: "Un piatto da servire freddo...è vero che la vendetta non risolve il problema ma per pochi istanti ti senti soddisfatto' accompagnandolo con due faccine sorridenti". 

Antonio De Marco: chi è l'uomo accusato di aver ucciso Eleonora Manta e Daniele De Santis

Antonio De Marco sta finendo di svolgere il tirocinio al Fazzi di Lecce. L'omicidio risale a lunedì scorso, quando nel palazzo al civico 2 di via Montello, a Lecce, furono ritrovati i cadaveri di Daniele ed Eleonora trucidati a coltellate da un assassino poi visto da alcuni condomini fuggire dal palazzo con il coltello insanguinato in mano, uno zainetto ocra sulle spalle, un paio di guanti ed una felpa. L'omicidio, ha spiegato il procuratore di Lecce Leonardo Leone De Castris, sarebbe stato a lungo premeditato e definito nei minimi dettagli. In alcuni bigliettini che l'assassino ha perso nella fuga, è stata trovata non solo la mappa che indicava come evitare le telecamere di sicurezza della zona, ma anche i dettagli "delle attività prodromiche" che avrebbero dovuto precedere l'omicidio.

All'identificazione del presunto omicida si è giunti attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza, intercettazioni e una perizia grafica sui bigliettini sporchi di sangue che erano stati persi dall'assassino nella fuga. Nei giorni scorsi erano stati acquisiti anche i contratti di affitto della casa del giovane arbitro, dai quali verosimilmente si è risaliti all'identita di De Marco. Secondo gli inquirenti De Marco avrebbe progettato di immobilizzare i due fidanzati per seviziarli e, infine, di lasciare una scritta a suggello del suo gesto. Per questo delle fascette stringitubo sono state ritrovate in casa: era materiale che poteva probabilmente servire all'omicida per legare le due vittime e, forse, torturarle, seguendo un macabro disegno. 

Daniele De Santis ed Eleonora Manta: la foto del killer in fuga

L'agenzia di stampa Agi racconta che De Marco avrebbe alloggiato nell'abitazione di via Montello fino al 28 agosto, dove aveva affittato una stanza servitagli come appoggio nel capoluogo salentino per poter frequentare i corsi universitari presso l'ospedale Vito Fazzi. Secondo quanto si apprende da ambienti vicini alla famiglia De Santis, proprietaria dell'alloggio di via Montello, Antonio De Marco non avrebbe dato adito ad alcun genere di sospetto, comportandosi sempre in modo rispettoso. Usciva da casa la mattina e tornava la sera, senza dare alcun fastidio. All'apparenza, insomma, il 21enne di Casarano dava l'impressione di essere un ragazzo come tanti altri, ma avrebbe nascosto un lato oscuro, quello che, secondo la ricostruzione della Procura, lo avrebbe nello stesso tempo portato a pianificare freddamente l'uccisione dei due giovani.

"Antonio De Marco ha pianificato il delitto e voleva seviziare le vittime"

Alcuni oggetti trovati, striscette stringitubo e altro materiale, nella casa del delitto di Daniele De Santis e Eleonora Manta, avvenuto lunedì scorso a Lecce, "ci fanno propendere - ha detto ieri sera il procuratore capo del tribunale Leonardo Leone De Castris - per l'ipotesi che l'omicidio dovesse essere in realtà una rappresentazione anche per la collettività".  Il magistrato su questo non ha voluto fornire ulteriori dettagli. Repubblica scrive oggi che per il procuratore il movente sarebbe ancora in parte da chiarire.

L’indagine è partita dalla ricostruzione della sera del delitto. Dall’immagine che i carabinieri ricostruiscono: Daniele ed Eleonora aprono la porta all’assassino. Si difendono come possono, provano anche a scappare. Lei si accascia sull’uscio di casa, interno 12, secondo piano, lui qualche passo più avanti. Il killer è spietato. Infierisce con la lama di un coltello, lungo dai dieci ai quindici centimetri. Per otto giorni l’assassino di Daniele ed Eleonora Manta è stato in fuga, contando sull’oscurità che lo ha protetto da possibili testimoni e su un piano premeditato che alla fine non ha retto.

daniele de santis eleonora manta foto killer-2

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Sono state svolte attività di polizia tradizionali, per rintracciare l'assassino, come pedinamenti, riprese filmate del presunto responsabile, comprese "immagini di telecamere che, per fortuna, non sono state pubblicate dai media in questi giorni", ha precisato De Castris. "La ricostruzione delle responsabilità secondo l'impostazione accusatoria - ha detto ancora - fonda su elementi di prova rinvenibili principalmente su dati tecnici, come la gestione dei filmati delle telecamere, intercettazioni, una parziale e preliminare perizia di comparazione grafica". La scrittura trovata sul bigliettino che il presunto assassino, Antonio De Marco, 21 anni, di Casarano, avrebbe perso per strada dopo il delitto, è stata confrontata con quella dei documenti depositati in Prefettura e in Comune. 

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