Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Lecce

Antonio De Marco, la confessione shock: "Istinto omicida anche in ospedale al tirocinio"

L'assassino reo confesso dell'arbitro leccese Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta svolgeva lo "stage" per diventare infermiere al Vito Fazzi di Lecce. Psichiatri al lavoro: il 21enne di Casarano è sempre rinchiuso in carcere

Le indagini proseguono, così come i colloqui con gli psichiatri che stanno tentando da giorni di scandagliare la sua mente. L'istinto omicida di Antonio De Marco avrebbe potuto scatenarsi anche in ospedale, dove l'assassino reo confesso dell'arbitro leccese Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta svolgeva il tirocinio per diventare infermiere. Emergerebbe questo secondo quanto scrivono oggi l'agenzia Agi e altri organi di stampa. Un quadro agghiacciante.

Antonio De Marco e gli istinti omicidi in ospedale

Trapela anche altro dal lavoro degli esperti sul profilo psicologico dell'omicida: Il 21enne studente di Scienze infermieristiche di Casarano si sarebbe detto pentito, e ha svelato i pensieri che avrebbero attraversato la sua mente riguardo a un gesto eclatante da compiere nelle corsie dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce.

De Marco è sempre rinchiuso nel carcere di Lecce, dove sono in corso colloqui con gli psichiatri che stanno tentando di scandagliare la mente del giovane alla ricerca dei motivi, del movente che lo ha spinto a compiere l'efferato omicidio nel condominio di via Montello, a Lecce, la sera del 21 settembre scorso.

Perché tanta violenza, tanto orrore? La coppia di fidanzati venne uccisa barbaramente, con oltre 60 coltellate. Antonio De Marco, secondo quanto rivelato anche dai suoi avvocati, starebbe cominciando a ricordare con maggiore lucidità fatti ed elementi che potrebbero aiutare gli inquirenti a decifrare alcuni aspetti ancora non del tutto chiari della personalità.

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Il folle piano di Antonio De Marco

De Marco aveva un piano preciso per Daniele De Santis ed Eleonora Manta quella notte in via Montello 2 Lecce. Un piano che prevedeva che la coppia venisse legata (l’assassino aveva con sé anche delle fascette stringitubo), prima di essere torturata per un quarto d’ora e quindi uccisa. E che è fallito perché Daniele ha reagito e gli ha tolto il copricapo con cui celava la sua identità. Il piano è scritto nero su bianco nei cinque bigliettini strappati da un piccolo bloc notes che sono stati ritrovati nel piazzale prospiciente il condominio di via Montello e che recavano copiose macchie di sangue.

"Io mi aspetto nella prossima settimana nuovi spiragli, l'ho visto determinato e deciso a fare maggiore chiarezza, mi pare che qualcosa in più la stia ricordando. Ci possono essere novità da questo punto di vista. Mi sembra di poter cogliere che qualcosa la stia già ricordando e potrebbe ricordare anche altro". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Andrea Starace che, insieme al collega Giovanni Bellisario, difende De Marco. La confessione del 21enne, sia quella davanti al pm e ai carabinieri il 28 settembre che quella resa durante l'interrogatorio del 1° ottobre in occasione dell'udienza di convalida davanti al gip del Tribunale Michele Toriello, è stata piena ma segnata da diversi “forse” e “non ricordo”, con particolare riferimento al movente del gesto.

L'omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis

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