Sabato, 31 Ottobre 2020
Giovanni Antonio De Marco (FOTO ANSA)
Lecce

Antonio De Marco, spunta un nuovo biglietto: un'ora e mezza per torturare e uccidere

I carabinieri hanno rinvenuto nella casa dell'assassino un nuovo foglietto con il cronoprogramma del delitto. Restano però ancora delle zone d'ombra: dalla scritta al movente

Dopo la confessione di Giovanni Antonio De Marco, il 21enne autore dell'omicidio di Daniele De Santis e della compagna Eleonora Manta, proseguono le indagini per chiarire alcuni dettagli, ancora avvolti nel mistero, di questo terribile ed efferato duplice delitto. Il giovane aveva anche prestabilito la durata della sua macabra impresa: un'ora e mezza per torturare e uccidere le due vittime, per poi tornare a casa. 

Antonio De Marco, il nuovo biglietto

Gli inquirenti avevano già trovato un biglietto in cui il killer aveva annotato i punti chiave del massacro, con tanto di mappa delle telecamere nel tragitto tra casa sue e quella delle vittime. Adesso i carabinieri del comando provinciale di Lecce avrebbero rinvenuto nell’appartamento di via Fleming, dove l’aspirante infermiere viveva in una camera presa in affitto, dopo aver lasciato l’appartamento di via Montello ad agosto, un nuovo foglietto contenente altri appunti su come avrebbe voluto realizzare l'omicidio. 

Come avvenuto per quello rinvenuto sul luogo del delitto, il 21enne aveva mappato tutti i dispositivi di videosorveglianza della zona. Da questo nuovo biglietto emergono nuovi dettagli che mostrano ancor di più la precisione e la predisposizione dei mezzi di De Marco: un documento che attesta ancora di più quali fossero i suoi intenti criminosi. Su quel foglio è tracciato il tragitto tra l’appartamento della mattanza e il percorso inverso per rincasare, suddiviso puntigliosamente per segmenti temporali.

Omicidio De Santis-Manta: il punto sulle indagini

Nella mattinata di domani, giovedì primo ottobre, lo studente reo confesso dell’assassinio di Daniele ed Eleonora comparirà davanti al gip del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, per l’interrogatorio di convalida del fermo. Come riporta LeccePrima, sono ancora molti i particolari rimasti oscuri, come ad esempio il contenuto della scritta che De Marco avrebbe voluto realizzare all’interno dell’appartamento, come ha confermato il colonnello Paolo Dembech, comandante provinciale dei carabinieri di Lecce. Il 21enne non aveva con sé una bomboletta di vernice spray, quindi, oltre al messaggio che intendeva lasciare, non è chiaro neanche con cosa avrebbe voluto realizzare questa scritta. 

Il mistero del nome 'Andrea' e il movente

Un particolare che invece è stato spiegato è quello del nome ''Andrea'' pronunciato durante la colluttazione fra Daniele e il suo aguzzino, udito da più condomini. In un primo momento si era pensato che fosse il nome del killer, ipotesi che aveva anche depistato le indagini. Invece De Santis stava chiedendo aiuto al suo vicino di casa mentre veniva accoltellato agli avambracci e poi all’addome. Un altro punto che ha trovato chiarezza è il sostegno del vicinato, ingiustamente additato di omertà in un primo momento: i residenti del palazzo e dell’isolato hanno collaborato con le forze dell’ordine. Diverse le telefonate registrate, quella terribile sera del 21 settembre, dal la sala operativa della questura. Alcuni condomini hanno captato le urla e riportato tutto. Altri hanno notato l’assassino con il coltellaccio per le mani, che si è poi allontanato con estrema nonchalance, diretto verso la sua abitazione. 

E il movente? Il colonnello Paolo Dembech, alla guida dei vari reparti dell’Arma che hanno indagato sul caso, ha spiegato: ''Le nuove risultanze  non si discostano da quanto già emerso al momento del fermo: dalla dinamica non trasuda il movente passionale. Resta relegato a un senso di mancato appagamento della propria esistenza se rapportata a quella di Daniele ed Eleonora''.

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