Martedì, 22 Giugno 2021
Le indagini / Milano

Studentessa narcotizzata col "caffè", violentata e fotografata: altre ragazze accusano Antonio Di Fazio

Sarebbero una decina le ragazze che hanno contattato i carabinieri nei giorni scorsi

La perquisizione domiciliare eseguita presso l'abitazione dell'indagato aveva permesso di ritrovare, nascoste in una nicchia della cucina, due confezioni del medicinale "Bromazepam" (ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine)

Continuano le indagini su Antonio Di Fazio, l'imprenditore milanese arrestato con l'accusa di aver narcotizzato e violentato una studentessa di 21 anni. Col passare dei giorni aumentano le ragazze che stanno contattando i carabinieri raccontando di essere state vittime del manager. Ad oggi sono una decina le giovani che hanno telefonato ai militari della compagnia Porta Monforte, guidati dal capitano Silvio Maria Ponzio. Nella giornata di lunedì 24 maggio gli inquirenti hanno ascoltato due presunte vittime e dai verbali emergerebbero racconti da film dell'orrore. I carabinieri sospettano che Di Fazio abbia applicato sempre uno "schema" simile a quello ricostruito nell'ordinanza firmata dal gip Chiara Valori: prima l'invito in azienda con l'offerta di uno stage formativo davanti ad altri fantomatici imprenditori, successivamente l'uso di tranquillanti sciolti nelle bevande, infine gli abusi e le fotografie alle vittime, conservate come trofei.

Gli investigatori, secondo quanto trapelato e riportato da MilanoToday, avrebbero trovato numerose foto di giovani nei device del manager. Immagini che risalirebbero anche a diversi anni fa. Intanto gli inquirenti stanno indagando anche su una presunta rete di complici che potrebbe aver aiutato l'imprenditore ad avvicinare le studentesse. Non solo, chi indaga ha anche il sospetto che altre persone potrebbero aver preso parte agli abusi, ma per il momento su questo non c'è alcuna certezza.

Di Fazio, per il momento, ha scelto di rimanere in silenzio: non ha risposto alle domande che gli ha posto il giudice per le indagini preliminari nel pomeriggio di lunedì. "È molto confuso e provato, non sta bene, io l'ho sempre conosciuto come una persona cordiale, onesta e tranquilla, poi non posso sapere se avesse una doppia vita, non è mai trapelato nulla a riguardo", aveva detto Rocco Romellano, legale di Antonio Di Fazio parlando con i giornalisti dopo l'interrogatorio. "Allo stato non siamo entrati nel merito delle accuse, che sono piuttosto gravi, approfondiremo e vedremo se chiedere un interrogatorio", aveva aggiunto il legale.

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