Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Milano

Antonio Di Fazio: la collezione di 54 foto di donne-trofeo nel telefono del manager accusato di stupro

Nel cellulare dell'imprenditore accusato di stupro nei confronti di una studentessa di 21 anni sono state ritrovate 54 immagini appartenenti ad almeno altre quattro ragazze. L'imprenditore avrebbe fatto assumere Bromazepam alla sua vittima

Antonio Di Fazio, imprenditore del settore farmaceutico e responsabile della Global Farma Srl, è accusato di stupro nei confronti di una studentessa di 21 anni dell'Università Bocconi. Secondo l'accusa l'imprenditore cinquantenne l'avrebbe prima narcotizzata e poi violentata in casa sua, dove era stata attirata con la scusa di un colloquio di lavoro. Ma per lui le cose potrebbero peggiorare. Perché il sequestro del suo telefono ha rivelato la presenza di 54 fotografie che ritraggono almeno altre quattro donne che potrebbero aver subito la stessa sorte della studentessa. 

Antonio Di Fazio: la collezione di foto di donne-trofeo nel telefono del manager accusato di stupro

Gli investigatori sono certi che le vittime possano essere più delle cinque inizialmente ipotizzate. E i dettagli degli scatti, che ritraggono lo stesso divano grigio, il pavimento identico e il medesimo letto, fanno pensare che siano molte le ragazze violentate nella casa di 210 metri quadrati che si trova in zona Sempione a Milano. E dove, secondo la denuncia che ha presentato, la studentessa di 21 anni era stata invitata a un colloquio per parlare di uno stage nell'azienda farmaceutica di proprietà di Di Fazio. 

Il racconto della serata è contenuto nelle carte d'indagine. La ragazza era stata invitata a casa sua per un incontro con altri manager internazionale. Ha bevuto un caffè e subito dopo si è sentita debole e confusa. Le si è offuscata la vista e sentiva suoni confusi. Pensava di avere un calo di zuccheri e ha ricevuto un succo d'arancia. Che, secondo l'accusa, sarebbe stato pieno, come il caffè, di Bromazepam, un ansiolitico che stordisce e fa perdere la memoria. La ragazza ha perso i sensi e nel suo corpo il giorno dopo è stato rintracciato il quadruplo del dosaggio massimo giornaliero del farmaco. Si è risvegliata, dice di ricordare di aver mangiato del sushi con Di Fazio e gli ha chiesto di riaccompagnarlo a casa dopo mezzanotte. Il giorno dopo a pranzo si è svegliata ancora stordita e vestita come la sera prima. 

Le boccette di Bromazepam sono state ritrovate dai carabinieri in una nicchia in cucina. Altre due, ma vuote, si trovavano in un cassetto della madre. La sorella dell'imprenditore, oncologa che lavora tra San Marino e Milano, ha dichiarato di averlo prescritto lei alla donna. I carabinieri hanno perquisito anche il suo appartamento. Partendo dal racconto della ragazza, ritenuto fin da subito molto attendibile, i carabinieri di Milano Porta Monforte, coordinati dall’aggiunta Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo, hanno iniziato a indagare inanellando indizi e prove a carico di Di Fazio, che pure ha tentato di far ricadere la colpa sulla ragazza.

Le altre tre ragazze pronte a denunciare Di Fazio

E hanno trovato altre tre ragazze pronte a denunciare Di Fazio. Le giovani, da quanto si è saputo, sarebbero alcune di quelle di cui il manager conservava le immagini nel suo cellulare, ora sotto sequestro. Partendo dalla galleria fotografica definita dal gip "sconvolgente", ma che testimonia come sia stato lui stesso a "formare la prova documentale degli abusi commessi, cercando solo a posteriori di infangare una volta di più" la ragazza violentata, "per togliere credibilità al suo racconto, consapevole delle inevitabili lacune che esso avrebbe avuto a causa dell'intossicazione deliberatamente provocata". 

Tra le donne che vogliono denunciarlo, racconta oggi Repubblica, c'è un'ex fidanzata. In passato l’uomo è stato denunciato dalla ex moglie per maltrattamenti in famiglia. Con la donna, dopo il divorzio, era in corso un procedimento per l’assegnazione del figlio adolescente. La Stampa scrive che l'ex moglie è una cittadina americana di Chicago. Nel suo passato almeno dal 2009 le prime denunce della donna per stalking o per sequestro di persona. Indagini poi archiviate. L'imprenditore, mentre la donna si faceva medicare in ospedale,  era corso a denunciarla a sua volta, sostenendo di esser stato da lei aggredito a colpi di spray al peperoncino. 

Riguardo la studentessa, Di Fazio, è la ricostruzione riportata del provvedimento del giudice, lo scorso 5 aprile, dopo la perquisizione nel suo appartamento dove è stato sequestrato il tranquillante usato per stordire la 21enne, e due settimane dopo quando gli sono stati presi cellulari e computer, ha tentato "di rovesciare il tavolo" dando una versione alternativa. Ha parlato di una fantomatica estorsione, per cui ha addirittura sporto denuncia, da parte della sua vittima e della sua famiglia con una richiesta di 500 mila euro in quanto avevano difficoltà economiche. Inoltre, avrebbe anche indotto il figlio "appena dodicenne, a rendere dichiarazioni compiacenti" così come la madre e la sorella, pur di "stravolgere" quanto era accaduto. Ora alcune delle altre vittime del manager, che verrà interrogato domani pomeriggio dal gip, sono pronte a spiegare quel che avrebbero subito.

Chi è Antonio Di Fazio: il lusso esibito sui social network

Di Fazio, fra auto di barche e auto di lusso, sui social network si presentava come il fondatore di Global Farma, società attiva nell'importazione ed esportazione di medicinali e presidi medico-chirurgici (dopo l'arresto la società, di cui Di Fazio era amministratore, ne ha deciso con effetto immediato la revoca e la convocazione dell'assemblea straordinaria dei soci per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione). Su un social l'imprenditore si descrive come "azionista di riferimento di alcune aziende nell'ambito della farmaceutica ed opera in diversi settori all'avanguardia del settore. Occorre essere poliedrici oggi più che mai", scrive nella presentazione. Pochi, però, gli amici e i follower sui social network.

Da quel che emerge, alcune ragazze sarebbero state agganciate direttamente dal cinquantenne, con uno dei suoi profili Instagram (ora chiuso). Quello dell’imprenditore in carriera amante della bella vita. Altre, invece, forse attraverso un amico, qualcuno legato ad agenzie che lavorano nel mondo della moda, delle notti milanesi. Che Di Fazio, tra ristoranti e locali di lusso, era solito frequentare.

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