Martedì, 23 Luglio 2024
Camorra

Gomorra: si pente Antonio Iovine, il boss col viso da bambino

Antonio Iovine, boss del clan dei Casalesi, ha deciso di pentirsi. Il "ministro dell'economia" della camorra vuole collaborare con la giustizia: passo decisivo nella lotta alla criminalità organizzata

NAPOLI - Non è uno qualunque Antonio Iovine, 50enne boss del clan dei Casalesi che ha deciso di pentirsi e di collaborare con i magistrati. Condannato all'ergastolo nel processo Spartacus e a ventuno anni e sei mesi nel processo Normandia, Roberto Saviano lo ha definito "ministro dell'economia della camorra".

Il boss ha deciso di collaborare con la Procura della Repubblica di Napoli. Conosciuto come 'O Ninno per il suo viso da bambino e per la precocissima scalata ai vertici del clan, da qualche giorno ha cominciato a ricostruire ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli le attività e i rapporti di uno dei più potenti clan di camorra, quello dei Casalesi: dalla gestione delle attività criminali, alle guerre fra clan ai rapporti con esponenti politici.

Antonio Iovine è considerato uno dei quattro capi del clan dei Casalesi, insieme a Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone (conosciuto come Sandokan) e Michele Zagaria. Condannato all'ergastolo in via definitiva al termine del processo "Spartacus", il più importante contro i Casalesi, Iovine è stato arrestato dalla Polizia, dopo 15 anni di latitanza, nell'autunno del 2010 in un covo in una casa di Casal di Principe e per quattro anni è stato detenuto in regime di carcere duro.

Il pentimento del boss potrebbe rappresentare una svolta nella lotta alla criminalità organizzata. Lunedì scorso, nel processo per le intimidazioni (nel marzo 2008) nei riguardi dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione, ora deputata del Pd, il pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro ha chiesto la condanna di Francesco Bidognetti e degli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D'Aniello (un anno e sei mesi di reclusione ciascuno) e l'assoluzione di Antonio Iovine, "non perché non sia certo della sua colpevolezza - ha spiegato il pm - ma perché non c'è la possibilità di dimostrarlo".

L'arresto di Antonio Iovine | TmNews Infophoto

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