Domenica, 11 Aprile 2021

Per Antonio Logli è il giorno della verità: oggi la sentenza della Cassazione sul caso Ragusa

L'ex marito della donna scomparsa è stato condannato a 20 anni in primo grado, pena poi confermata in Appello. La compagna lo difende: "E' innocente, Roberta ci manca"

Antonio Logli

C’è attesa per la sentenza della Corte di Cassazione che oggi deciderà il destino di Antonio Logli, l’uomo accusato dell'omicidio della moglie Roberta Ragusa e della distruzione del suo cadavere. Logli era stato condannato a 20 anni di reclusione in primo grado, pena confermata poi dalla Corte d'assise. La donna scomparve da Gello di San Giuliano, in provincia di Pisa, il 14 gennaio del 2012. .

Caso Ragusa, la sentenza della Cassazione

Dopo più di 7 anni di indagini, processi e ricorsi, la Corte scriverà dunque la parola fine di questa lunga vicenda giudiziaria.  

Caso Ragusa, Sara Calzolaio: "Antonio è innocente"

Sara Calzolaio, ex amante e ora compagna di Logli, non ha dubbi: "Antonio è innocente" ha affermato in un’intervista esclusiva a Quarto Grado. "L’ho guardato negli occhi e gliel'ho chiesto. Mi ha convinto perché mi ha risposto con la stessa sincerità e con lo stesso sguardo con il quale dice che mi ama". "Roberta mi manca", ha aggiunto, "se dovesse tornare saremmo tutti felici, potremmo capire cosa sia successo e potrei ridarle le chiavi di casa sua".

Le motivazioni della sentenza di primo grado: "Logli bugiardo e mistificatore"

Finora però i giudici non hanno creduto alla tesi della difesa. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il giudice aveva definito Antonio Logli "un bugiardo", che "ha reiteratamente e pervicacemente tentato di mistificare la realtà fornendo in più occasioni una versione degli accadimenti non corrispondente al vero e spesso smentita dagli esiti investigativi".

Logli avrebbe mentito anche sulla profonda crisi che attraversava da tempo il suo matrimonio", sulla "relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, iniziata nel 2004 e che ha riferito solo il 16 gennaio 2012, allorché la donna lo mise alle strette", e "ha mentito anche dopo avere rivelato la relazione, riferendo di avere effettuato una sola telefonata alla Calzolaio, quando in realtà ve ne sono state tre consecutive, l'ultima delle quali alle 00.18 di appena 28 secondi" nella notte in cui la moglie svanì nel nulla. 

"Roberta uccisa per motivi economici"

Sarebbero stati soprattutto i motivi economici a spingere Logli a uccidere la moglie Roberta. Ne sono convinti i giudici della Corte d'assise d'appello di Firenze, che nel maggio 2018 hanno confermato per l'uomo la condanna a 20 anni di reclusione per omicidio e distruzione di cadavere. Come si legge nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, infatti, secondo i giudici Roberta Ragusa "aveva preso in considerazione l'ipotesi della separazione" visto l'irreversibile "stato di crisi matrimoniale" causato dalla "protratta relazione del marito", ma Logli aveva paura di questa ipotesi, poiché "ne temeva i contraccolpi economici nonostante fosse pressato anche dall'amante".

Tra l'altro, si legge ancora, "gli interessi economici dei coniugi erano strettamente intrecciati e non facilmente districabili vista la partecipazione in forma societaria all'attività di famiglia alla cui conduzione la Ragusa era principalmente dedita".

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