La famiglia Gaglione crede a Michele: "Paola? È stato un incidente"

Sul web è stato già condannato, ma nel Parco Verde di Caivano preferiscono non pronunciarsi. Rosa Buonadonna, madre di Ciro Migliore: "Mio figlio è stato sempre minacciato"

Anna Paola Gaglione, Michele Gaglione e Ciro Migliore

"Siamo sconvolti, una figlia morta e, dicono tutti, per colpa del fratello, ora chiuso in carcere. Cosa possiamo dire? Vogliamo conoscere la verità, cosa è successo quella notte. È stato solo un incidente": così, racconta oggi La Stampa, la famiglia di Anna Paola e Antonio Michele Gaglione ha reagito alla morte della figlia nello scontro di Acerra in cui è rimasto ferito il fidanzato trans della ragazza Ciro Migliore

La famiglia Gaglione crede a Michele: "Paola? È stato un incidente"

Il quotidiano spiega che il trentenne Antonio Michele Gaglione, sposato, padre di tre figli, considerato l’artefice della tragedia (e accusato di omicidio di preterintenzionale) sul web è stato già condannato, ma nel Parco Verde di Caivano preferiscono non pronunciarsi.

Con due eccezioni, la prima è costituita dai parenti di Ciro, in particolare da una zia materna, Carmela, che ha parlato di omicidio annunciato perché l’uomo in passato avrebbe pronunciato minacce di morte nei confronti del nipote: «Ti ammazzo, ti uccido». La seconda è don Maurizio Patriciello, coraggioso sacerdote.

«Li ho battezzati entrambi. Lei aveva appena compiuto 18 anni, una bambina.... un’altra bara bianca nella mia chiesa, un dolore indicibile. E come è già accaduto in passato, come nel caso di Fortuna, si accendono per un attimo i riflettori e poi tutto torna al buio. E restiamo di nuovo soli. Qui le istituzioni non ci sono. La gente perbene se ne va e le loro case vengono occupate dai malavitosi. Non c’è futuro»

Ciro Migliore: "Maria Paola Gaglione mi ha sempre amato come uomo, dicevano che l'avevo infettata"

Rosa Buonadonna, madre di Ciro Migliore, oggi ha confermato le minacce ricevute dal figlio: "Mio figlio è stato sempre minacciato. Una volta sono venuti in cinque a casa nostra il padre, il figlio e altri. Dicevano che se Ciro si prendeva la figlia dovevo morire anche io, che mi avrebbero fatto chiudere la baracca dove vendo le sigarette per vivere. Sono sola, non ho un marito e devo andare avanti".

Ciro Migliore e Maria Paola Gaglione

Intanto Michele Gaglione è in carcere. La pm Patrizia Mucciaccitto, che con il procuratore Laura Triassi coordina le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, ipotizza il reato di omicidio preterintenzionale aggravato dai “futili motivi”, individuati proprio nella ostilità verso il legame tra Ciro e Maria Paola. Anche Repubblica riporta che i genitori di Maria Paola, Pina e Franco, affidano a don Patriciello la loro versione: "Michele voleva convincere la sorella a rientrare a casa. Non l’ha speronata, è stato un incidente. Sono distrutti, in un mare di lacrime".

Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce un’altra verità e cioé che a speronare la moto sarebbe stato il fratello della ragazza, il quale l’avrebbe inseguita per punirla perché non sopportava che avesse una relazione con il ragazzo trans che era con lei sullo scooter. Maria Paola, cadendo, ha battuto la testa contro una colonnina di cemento, e per la sua morte la Procura di Nola ha incriminato Michele Antonio: omicidio preterintenzionale con l’aggravante dei futili motivi. Spiega il Corriere della Sera

Voleva dargli «una lezione» perché lui non ha mai accettato che Maria Paola si fosse messa con una donna «’nu masculillo», come i Gaglione erano soliti appellare Ciro. Non lo accettava lui e non lo accettavano gli altri familiari. Solo la sorella della ragazza, Roberta, non aveva tutti questi pregiudizi. «Non avrei mai immaginato un destino così crudele per una persona così speciale», ha scritto su un biglietto lasciato, in mezzo a fiori e candele, accanto a quella colonnina di cemento ancora sporca di sangue.

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Ciro e Maria Paola di recente erano andati a vivere insieme ad Acerra, lasciando il Parco Verde di Caivano. "Amore mio..., oggi sono esattamente 3 anni di noi, 3 anni. A prenderci e lasciarsi in continuazione... avevo la mia vita come tu avevi la tua.. ma non abbiamo mai smesso di amarci.. dopo 3 anni ti stavo vivendo ma la vita mi ha tolto l'amore mio più grande la mia piccola. Non posso accettarlo, perché Dio non ha chiamato me? Perché proprio a te amore mio.. non riesco più a immaginare la mia vita senza te.. non ci riesco", ha scritto ieri Ciro su Instagram.

Il Tg1 chiama Cira il ragazzo trans di Maria Paola Gaglione

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