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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Violenze polizia

Applausi per i suoi assassini: l'ultima manganellata ad Aldro

Ovazione al congresso del Sap per i tre agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. La rabbia di mamma Patrizia: "Si sostiene chi ammazza i nostri figli?". Renzi: "Vicenda indegna"

ROMA - Come se a degli agenti condannati per omicidio colposo fosse dovuta una standing ovation. Come se lo "spirito associativo" potesse cancellare il buon gusto, la decenza. Come se dopo la manifestazione sotto la finestra di mamma Patrizia ci fosse stato bisogno di un ulteriore schiaffo. Non ce n'era bisogno, non ce ne sarebbe stato. Ma al Grand Hotel di Rimini, martedì pomeriggio, è successo ancora. Anzi, si è andati oltre. Perché questa volta non ci si è fermati ad una difesa di un collega assassino, no. Questa volta la polizia ha voluto rendere onore a tre persone, la quarta era assente, che hanno ucciso un ragazzo di diciotto anni. 

Quando Paolo Forlani, Luca Pollastri e Enzo Pontani - i tre poliziotti condannati per l'omicidio di Federico Aldrovandi - hanno fatto capolinea al Congresso nazionale del Sap, sindacato autonomo di polizia, i delegati hanno sentito il dovere di riservare loro cinque minuti di applausi scroscianti. Una standing ovation in piena regola, un tributo per chi dopo sei mesi di galera è tornato in servizio

Scriveva il pg il 21 giugno 2012, nella sentenza con la quale condannava i quattro a tre anni e sei mesi di reclusione per eccesso colposo in omicidio colposo: "I poliziotti hanno agito come schegge impazzite avventandosi in quattro contro un solo ragazzo". Al Sap questo deve essere sfuggito. Ma Patrizia Moretti, la madre del ragazzo ucciso il 25 settembre 2005 a Ferrara, non lo ha dimenticato. 

"È terrificante - ha commentato la mamma coraggio all'Ansa - mi si rivolta lo stomaco. Cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? È estremamente pericoloso". "Il Sap - ha poi sottolineato Patrizia sulla sua pagina Facebook - applaude a lungo i condannati per l’omicidio di mio figlio. Provo ribrezzo per tutte quelle mani. Pansa era lì?", ha domandato riferendosi al Capo della Polizia che, ospite del congresso nella mattinata, aveva però lasciato Rimini già da diverse ore.  

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E la politica, questa volta, non è stata sorda. Il premier Matteo Renzi ha telefonato ieri sera alla madre di Aldrovandi per esprimerle solidarietà per "l’indegna vicenda". Alla solidarietà del premier si sono associati i vicesegretari del Pd, Deborah Serracchiani e Lorenzo Guerini, che hanno espresso totale vicinanza alla signora Patrizia. Per il ministro dell’Interno Alfano "gli applausi sono un gesto gravissimo e inaccettabile che offende la memoria di un ragazzo che non c’è più e rinnova il dolore della sua famiglia. Applausi che danneggiano la polizia e il suo prestigio". Mentre il capo dello polizia Alessandro Pansa ha espresso "vicinanza e solidarietà" alla madre di Aldro "non riconoscendosi in alcun modo in comportamenti che trova gravemente offensivi nei confronti della famiglia Aldrovandi e della società civile che crede nell’operato delle donne e degli uomini della polizia".  
 
Nonostante la bufera, però, il Sap non ha indietreggiato di un passo. Anzi. "L'onorabilità della Polizia di Stato è stata irrimediabilmente villipesa - ha replicato il neosegretario generale, Gianni Tonelli, in una nota - solo una operazione di verità sarà in grado di riscattare il danno patito. Alla stessa stregua i nostri colleghi, ingiustamente condannati, hanno patito un danno infinito". Aldro è morto. Esiste un danno più grande?

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