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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
La tragedia

Arianna Sittoni travolta e uccisa da una valanga, era stata "graziata" dalla Marmolada

La giovane donna è morta in val Orsera. Sopravvissuto il compagno di scalata. Le operazioni di soccorso rese difficili dal maltempo

Una normale escursione si è trasformata in tragedia. Una donna di 30 anni di Pergine Valsugana (Trento), Arianna Sittoni, è stata uccisa da una valanga in val Orsera, laterale della Val Campelle sul gruppo del Lagorai, a 2100 metri non lontano dal rifugio Caldenave. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio ma il corpo è stato recuperato solo oggi. Arianna non era sola. Con lei c'era Guido Trevisan, il 46enne gestore del rifugio Caldenave e residente a Pergine Valsugana. Anche l'uomo è stato travolto dalla valanga, è sopravvissuto e si trova in ospedale sotto costante monitoraggio.  

Arianna Sittoni il 3 luglio scorso era salita sul ghiacciaio da un altro versante e venendo poi a conoscenza della tragica valanga che uccise 11 escursionisti, scrisse su Instagram: "Alla montagna non si comanda a volte, ci si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato".

Come ricostruisce TrentoToday, l'allarme è scattato alle 16,15 di ieri, quando una telefonata al numero unico per le emergenze segnalava che Sittoni e Trevisan non erano tornato da un'escursione. Da Mattarello è decollato l’elicottero del Soccorso alpino, con l’intervento degli operatori della stazione Bassa Valsugana. Individuate le tracce degli escursionisti sul luogo della valanga sono iniziate le ricerche anche con l'aiuto dell'unità cinofila. Trevisan si è salvato grazie a una bolla d’aria che si era scavato nella neve e che gli ha consentito di respirare. L’uomo è stato trovato cosciente, con una ferita alla gamba. Poco dopo è stata trovata anche Arianna Sittoni, ma per lei non c’era più nulla da fare.

Il peggioramento delle condizioni meteo, con le nevicate sopraggiunte e la scarsa visibilità, ha impedito all'elicottero di volare in quota per trasferire altri soccorritori. Nel frattempo, sul luogo del disastro, gli operatori hanno scavato una truna (buca, ndr) per proteggersi dal maltempo. Un'altra squadra con i soccorritori delle stazioni della Bassa Valsugana, Levico, Tesino e Pergine è partita per raggiungere il luogo dell'incidente via terra, anche con il supporto dei vigili del fuoco, utilizzando pure un quad e motoslitte e poi con gli sci, impiegando oltre due ore. Una volta sul posto, Trevisan è stato trasportato a valle dai soccorritori fino al rifugio Carlettini, per essere affidato all’ambulanza.

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