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Sabato, 21 Maggio 2022
Il caso

Calabria, le armi chimiche siriane "saranno smistate in mare"

La nave che trasporta i container con le armi chimiche proveniente dalla Siria non arriverà a Gioia Tauro prima di febbraio

REGGIO CALABRIA - "La nave danese che trasporta i container con le armi chimiche siriane non arriverà a Gioia Tauro prima di febbraio". Parola del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, al termine dell'incontro con il premier Letta.

"Ancora non è stata fissata la data esatta", ha però sottolineato. "Le operazioni di trasbordo - ha poi proseguito - avverranno in mare, da nave a nave, in un raggio di sicurezza che non coinvolge il territorio".

IL CASO - A dicembre, come diversi altri paesi, l'Italia aveva offerto un suo porto per il trasbordo delle armi chimiche siriane. Intervistata da RaiNews24 il 18 dicembre, il ministro degli esteri Bonino aveva detto: "Mi auguro che non si faranno polemiche per degli impegni internazionali che il Paese si deve assumere, e che le forze politiche si comportino con il necessario decoro". Sempre il 18, l'Organizzazione per la messa al bando delle armi chimiche (Opac) aveva pubblicato le linee guida del programma per il trasporto fuori dalla Siria degli arsenali chimici da distruggere. L'Opac stabiliva che il trasporto verso il porto di Latakia sarà effettuato su mezzi blindati russi, sotto la sorveglianza di telecamere cinesi.

PROCESSO DI DISTRUZIONE DELLE ARMI - Gli agenti chimici più pericolosi (definiti di "categoria 1") verranno poi trasferiti in migliaia di speciali contenitori e imbarcati sulla nave statunitense Cape Ray, che procederà alla distruzione mediante il processo chimico dell'idrolisi, una volta giunta in acque internazionali. A inizio gennaio, Sigrid Kaag, coordinatrice della missione dell'Organizzazione per la messa al bando delle armi chimiche in Siria, si è detta moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza del 30 giugno come data ultima per la distruzione di tutti gli arsenali chimici siriani.

In precedenza la stessa Opac aveva chiesto alla Siria di intensificare gli sforzi per la distruzione dei suoi arsenali, dopo che Damasco aveva annunciato un ritardo nel trasferimento fuori dal Paese di alcuni agenti chimici; Kaag ha spiegato che "non esiste alcun motivo di pensare che vi saranno dei ritardi" rispetto alla data del 30 giugno, pur ricordando come la Siria rimanga "un Paese in guerra dove la situazione della sicurezza può cambiare da un giorno all'altro".

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