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Sabato, 21 Maggio 2022
Caso armi chimiche

Gioia Tauro, via allo smaltimento delle armi chimiche siriane

Iniziate questa mattina le operazioni di trasbordo del carico di armi siriane: lo scambio di container tra il cargo danese Ark Futura e la nave americana Cape Ray avverrà a largo per ridurre i rischi per l'ambiente. Protestano i cittadini

ROMA - Il "grande" giorno è arrivato. Sono iniziate questa mattina nel porto di Gioia Tauro, nel reggino, le operazioni di trasbordo del carico di armi chimiche siriane. I settantotto container, che contengono cinquecentosettanta tonnellate di gas tossici allo stato liquido, saranno trasferiti dal cargo danese Ark Futura alla nave statunitense Cape Ray, dove poi le armi saranno sottoposte ad idrolisi per essere neutralizzate. Il tutto avverrà in mare aperto, in modo da ridurre al minimo i rischi per l'ambiente. 

Il via alle operazioni è stato dato dopo che il team di ispettori Opac, l'organizzazione nazionale per la proibizione delle armi chimiche, ha controllato il carico. Quattro dei sei supervisori presenti sono poi saliti a bordo della Cape Ray dove resteranno fino alla fine del processo di scambio e neutralizzazione. Quando l’intero carico sarà stato trasferito, la nave statunitense prenderà il largo per raggiungere le acque internazionali. Dopo sessanta giorni, le scorie saranno portate in Texas ed in alcuni siti europei dove saranno trattate come rifiuti industriali per lo smaltimento definitivo.

Dovrebbe essere questo l'ultimo passe di un processo molto lungo, iniziato a fine giugno, quando la Ark Futura aveva prelevato dal porto siriano di Latakia l’ultimo carico delle armi dichiarate dal regime di Damasco, tra cui gas mostarda e sostanze crude per la produzione del gas nervino sarin. Un percorso accompagnato anche dalle proteste vibranti di sindaci e cittadini del paese calabrese, che si erano apertamente schierati contro la decisione di far approdare le armi chimiche a Goia Tauro.

Per motivi di sicurezza da ieri - giorno di arrivo della Ark Futura -  tutte le strade di accesso al porto sono state bloccate dalla polizia e l'arrivo sulle banchine è consentito solo alle persone autorizzate. 

I manifestanti hanno comunque voluto far sentire la propria voce con un flash mob organizzato ieri in piazza San Ferdinando. Decine di persone, tra cui molte famiglie con bambini, hanno distribuito volantini con lo slogan "No trasbordo". Esposti anche manifesti che riproducevano l'immagine di una persona con una maschera antigas per, spiegano, "sensibilizzare i cittadini della piana si rischi cui si andrà incontro". 

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