Martedì, 15 Giugno 2021
Brescia

Coniugi uccisi a Brescia, la svolta: arrestati due pizzaioli concorrenti

Arrestati gli assassini di Francesco "Frank" Seramondi e Giovanna Ferrari. Sono due titolari di una pizzeria d'asporto nelle vicinanze, uno indiano e l'altro pakistano. "A casa loro li avrebbero messi al muro" commenta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni

Domenica sera sono stati arrestati gli assassini dei coniugi uccisi a Brescia, Francesco "Frank" Seramondi e la moglie Giovanna Ferrari. Si tratta di due cittadini stranieri, uno di origine pakistana e l'altro indiana, fermati nel pomeriggio a Bergamo. Sono due concorrenti, due titolari di una pizzeria d'asporto nelle vicinanze di quella di Frank. In loro possesso gli inquirenti hanno trovato anche l'arma del delitto, un fucile a canne mozze.

IL MOVENTE - I due sono stati fermati a Casazza (Bg) e trasferiti in Questura a Brescia per essere interrogati sino a tarda notte dal pm Valeria Bolici che ha prescritto l'arresto. Il movente dell'omicidio sarebbe dunque ascrivibile a una questione di concorrenza commerciale. La rivalità sul mercato, oltre ad accordi economici non rispettati, rappresenterebbero il movente della morte. I due uomini arrestati sarebbero concorrenti delle vittime finiti sul lastrico per l'investimento in una attività in precedenza di proprietà di Francesco Seramondi. Si tratta del locale distante pochi metri dal luogo del delitto, il "Dolce Salato". 

LE REAZIONI - "Brescia , gli assassini due asiatici? No comment..". Così su Twitter il senatore di Fi Maurizio Gasparri commenta l'arresto degli esecutori dell'assassinio dei due coniugi ristoratori di Brescia. Angelino Alfano ha affermato che "Lo Stato funziona. - Abbiamo fermato i due esecutori materiali del duplice delitto della pizzeria Frank. Il presidio dello Stato funziona, è attivo ed è efficace e rafforza il senso di sicurezza e di protezione nei cittadini". "Mi congratulo - ha aggiunto Alfano - con la polizia e la magistratura di Brescia per il silenzioso lavoro, incessante e a stretto contatto, che, assieme alla grande capacità investigativa, è stato premiato. Siamo tutti soddisfatti per il prezioso lavoro di squadra perché abbiamo ottenuto quello che speravamo". "A casa loro li avrebbero messi al muro" commenta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

I SOLDI - Nella casa delle vittime secondo quanto anticipato dall'inviato di News Mediaset Enrico Fedocci, è stato trovato un vero e proprio tesoro. Denaro in contante di cui ora si sta cercando di capire la provenienza. Soldi, tanti soldi, di cui non si trova traccia su libri contabili o nei conti bancari intestati alle società riconducibili alla coppia uccisa. Per questo la Polizia di Stato ha chiesto la collaborazione degli esperti della Guardia di Finanza. "Una cifra spropositata - rivela una fonte confidenziale - che non sarebbe compatibile neanche con la consuetudine di alcuni imprenditori di conservare denaro frutto di commercio in nero".

Fondamentale per l'identificazione dei presunti esecutori materiali, un brandello di targa dello scooter utilizzato per il delitto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Scooter che sarebbe stato a sua volta rinvenuto e posto sotto sequestro.Il figlio di Francesco e Giovanna, Marco Seramondi, ha commentato a caldo con uno status Facebook: "Ragazzi. Stiamo calmi. Io non ho alcuna conferma diretta: comunque sia voglio giustizia e non vendetta. Vi prego non fate cazzate". Leggi su BresciaToday

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