Roma, arrestato Marcello De Vito (Movimento 5 stelle): è accusato di corruzione

Il presidente dell'assemblea capitolina ed esponente del M5s è stato arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito di un'inchiesta che riguarda il nuovo stadio della Roma. Di Maio: "Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle. Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso"

Il presidente Presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, durante il Convegno Ance Roma ACER "Sfida capitale. Magistratura, pubblica amministrazione e imprese dialogano per contrastare la concorrenza sleale e la burocrazia difensiva" presso l'aula dei Gruppi parlamentari a Roma, 12 marzo 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

La notizia scuote il mondo politico (romano ma non solo) nelle prime ore di mercoledì. Arrestato il presidente dell'assemblea capitolina di Roma Marcello De Vito. I carabinieri del comando provinciale di Roma stanno dando esecuzione alla misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di 4 persone, per due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere e per i restanti due gli arresti domiciliari, e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori nell’ambito dell’indagine 'Congiunzione astrale', coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina.

Roma, arrestato Marcello De Vito (Movimento 5 stelle)

De Vito è destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'indagine, che vede coinvolto l'esponenente del Movimento Cinque Stelle, riguarda un gruppo di persone accusate, in concorso tra loro, di corruzione e di traffico di influenze illecite, nell'ambito delle procedure connesse con la realizzazione del nuovo Stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

Arresto Marcello De Vito: di che cosa è accusato

L’indagine ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato ed un uomo d’affari, che fungono da raccordo con il presidente dell’Assemblea comunale capitolina per ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

Marcello De Vito (M5s): "Togliamo Roma dalle mani di chi ha fallito" 

Perquisizioni in corso al Campidoglio e presso l'abitazione dell'esponente di punta del M5s romano.

Di Maio: "Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle"

Immediata la reazione del capo politico del Movimento 5 Stelle e vicepremier, Luigi Di Maio, che su Facebook ha annunciato l'espulsione del presidente del Consiglio comunale capitolino. "Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile".

Di Maio continua: "De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ciò che ha sempre distinto il MoVimento dagli altri partiti è la reazione di fronte a casi del genere. De Vito potrà e dovrà infatti difendersi in ogni sede, nelle forme previste dalla legge, ma lo farà lontano dal MoVimento 5 Stelle. Ringrazio la magistratura e le forze di polizia per il lavoro che hanno svolto e che continueranno a svolgere quotidianamente. Ricordo infine che proprio grazie a un provvedimento del MoVimento 5 Stelle, lo Spazzacorrotti, chi viene condannato per questi reati oggi va dritto in galera!".

Chi è Marcello De Vito, "mister preferenze"

Marcello De Vito è stato il primo candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle a Roma nelle elezioni del 2013, vinte poi da Ignazio Marino. Al turno successivo nel 2016, risultato secondo a Virginia Raggi alle primarie online del M5S, si è imposto come 'Mister Preferenze' con 6.451 voti conquistando la presidenza dell'assemblea capitolina.

Avvocato, grillino della prima ora, fa parte dell'ala ortodossa del Movimento, da sempre vicino alle posizioni della ex deputata ora in consiglio regionale del Lazio Roberta Lombardi. "Ho una splendida figlia - scrive di sé De Vito sul suo blog - soprattutto per lei ho scelto di entrare nel Movimento. Quasi tutto quello che sono lo devo ai miei genitori, all’educazione che mi hanno impartito, a quanto mi hanno consentito di fare".

Sul profilo Facebook, in evidenza tra i suoi post, rivendica #RomaTagliaGliSprechi. "Nel primo anno di consiliatura M5S tagliate le spese e ridotti gli sprechi di denaro pubblico dell'Assemblea Capitolina. Appena arrivati - si legge nel post del 2017 - abbiamo voluto dare da subito un forte segno di discontinuità, andando a tagliare sprechi costi inutili ed improduttivi per recuperare quelle somme che sono necessarie per riportare nel giusto alveo il bilancio del Comune di Roma ed al tempo stesso per erogare i servizi ai cittadini a costi appropriati".

Arrestato De Vito (M5s): tutte le reazioni del mondo politico

"I fatti contestati a Marcello De Vito sono gravissimi: in questo momento, ancor più di prima, è necessario ribadire la piena e totale fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine. Non si può rimanere in silenzio. La corruzione è un male che colpisce in qualsiasi forza politica e bisogna essere intransigenti". Così Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia e senatore M5S.

"Il partito del buffone Giarrusso ora chieda scusa agli italiani per anni di giustizialismo manettaro, faccia mea culpa e impari il garantismo. Tutti innocenti fino a prova contraria". Così twitta la deputata del Partito democratico Anna Ascani. 

"Quindi stamattina il quesito è: i grillini oggi saranno più o meno garantisti? Saranno garantisti come con Salvini o giustizialisti come con Zingaretti?". Lo scrive su Twitter Emanuele Fiano del Partito democratico.

"Una persona è innocente fino a prova contraria, perciò non farò come è nella cultura dei 5 Stelle, che vivendo di solo populismo crescono nei sondaggi soltanto quando gli altri vanno male, e scendono quando alla prova dei fatti dimostrano totale incapacità amministrativa. Mi auguro che la vicenda possa chiarirsi, perché Roma e i romani si meritano trasparenza, onestà e capacità, si meritano una amministrazione e una politica che possano valorizzarli e valorizzare le straordinarie qualità della nostra capitale. Ma per la Giunta oggi è il tempo della riflessione sul proprio futuro, perché non è da escludere un passo indietro". A dirlo è Federico Pizzarotti, presidente di Italia in Comune, sindaco di Parma ed ex 5 Stelle.

Marcello De Vito 2-2

L'arresto del presidente M5S dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito, è "un episodio tristissimo. Ma come gruppo politico dobbiamo avere una reazione immediata e dura. Questa è la differenza che ci sarà sempre tra il M5S e le altre forze politiche. Gli altri li coccolano, noi no". Lo dichiara all'Adnkronos Carlo Sibilia, sottosegretario al Viminale ed esponente del Movimento 5 Stelle. "Il dovere di una forza politica seria come la nostra che ha realizzato l'obiettivo di aumentare le pene ai politici corrotti è non solo essere, ma anche apparire onesti. La reazione a questo episodio - conclude l'ex membro del direttorio grillino - non può far altro che farci crescere e migliorare".

Aggiornamento 21 marzo 2019 - "Non ho percepito nessuna tangente, ma solo compensi per attività professionali. Curavo operazioni e transazioni che si svolgono di norma nella pubblica amministrazione". Così Camillo Mezzacapo ha risposto alle domande del gip secondo quanto riportato dal suo difensore Francesco Petrelli al termine dell'interrogatorio a Regina Coeli. Mezzacapo è stato arrestato ieri insieme all'ormai ex presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito in un filone dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Mezzacapo, ha spiegato il suo difensore, "ha risposto alle domande e ha chiarito ogni aspetto. Ha spiegato solo di aver svolto attività professionali che nulla avevano a che fare con l'attività politica di De Vito". "Ha chiarito, inoltre, che la Mdl non è una società cassaforte e - ha detto l'avvocato - non è in alcun modo riconducibile a Marcello De Vito". "Faremo ricorso al Riesame", ha fatto sapere il legale Petrelli. Durante l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli, l'ormai ex presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito si è avvalso della facoltà di non rispondere. A riferirlo è il suo legale Angelo Di Lorenzo, il quale precisa che De Vito chiederà di essere ascoltato nei prossimi giorni per chiarire la sua posizione.

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