Giovedì, 6 Maggio 2021
Il caso / Asti

Arrestato per un tentato furto: incastrato dal Dna del tampone fatto per il Covid

Un 26enne, già in carcere per furti in abitazione e rapine, è stato indicato come autore di un tentato furto in una villetta avvenuto nel 2019 a San Martino Alfieri, in provincia di Asti

Incastrato dal tampone per la ricerca del coronavirus. Un 26enne albanese, già detenuto per furti in abitazioni e rapine, è stato indicato come l’autore di un tentato furto in una villetta di San Martino Alfieri, in provincia di Asti, grazie al tampone. 

Nel luglio 2019, mentre i proprietari dell’abitazione erano in vacanza, qualcuno si era introdotto in casa per rubare. Sul posto gli investigatori avevano rivenuto una piccola traccia di sangue. Il dna ricavato dalle tracce salivari, confronto con quello che i Ris di Parma avevano ricavato da quella piccola traccia di sangue trovata nell’abitazione svaligiata a San Martino Alfieri, ha permesso di risalire fino all’uomo, che ora è in attesa di essere interrogato. 

Il furto in casa, le indagini dei Ris e il dna sul tampone

Il giorno del furto, i carabinieri della stazione di San Damiano erano giunti sul posto allertati dall’allarme anti intrusione ricevuto dal proprietario di casa. Una volta arrivati, i militari avevano riscontrato sulla porta di accesso segni di effrazione. Qualcuno era poi riuscito ad entrare in casa, scavalcando il muro di cinta, e aveva rovistato in tutte le stanze, riversando a terra il contenuto di mobili e suppellettili, per poi allontanarsi senza alcun bottino di valore. Le fasi del tentato furto erano state riprese dal sistema di videosorveglianza privata in uso al propietario.

Il lavoro degli investigatori aveva permesso di individuare, sul pavimento della porta di ingresso, una piccola traccia di sangue verosimilmente appartenente all’autore del furto. Ricevuto il campione, il RIS di Parma aveva certificato che si trattava effettivamente di sangue umano ma che non era abbinabile a nessuno dei profili già censiti dalla banca dati del dna. 

Lo scorso marzo, però, il RIS ha riscontrato che quel profilo genetico corrispondeva ad un recente tampone salivare estratto all’autore di alcuni furti per cui era in corso un altro procedimento penale pendente presso la Procura astigiana. Il gip del Tribunale di Asti ha quindi emesso un’ordinanza  di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere a carico del presunto autore del tentato furto.

Il 26enne, una volta espletate le formalità di rito, è rimasto in stato di custodia cautelare presso la Casa di Reclusione di Vercelli in attesa dell’interrogatorio di garanzia del gip. 

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