Mercoledì, 22 Settembre 2021
CRONACA / Brescia

Arrestato il sindaco "sceriffo" di Adro, il leghista Oscar Lancini

'Lo sceriffo', sindaco della Lega, è agli arresti domiciliari: avrebbe favorito delle aziende in gare d'appalto per la realizzazione di opere pubbliche

BRESCIA - Tre anni fa era diventato famoso per aver riempito una scuola media, in provincia di Brescia, con 700 riproduzioni del sole delle Alpi, simbolo del suo partito, la Lega Nord. Poco dopo le cronache avevano parlato di lui per aver vietato la mensa scolastica ai figli di genitori non in regola col pagamento della retta. Ora Oscar Danilo Lancini, sindaco legista di Adro in provincia di Brescia, è agli arresti domiciliari con l'accusa di turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente: avrebbe favorito delle aziende nella gara d'appalto per la realizzazione di alcune opere in paese.

Agli arresti domiciliari anche il segretario comunale Carmelo Bagalà, l'assessore ai Lavori pubblici Giovanna Frusca, Leonardo Rossi, responsabile dell’area tecnica del Comune, Alessandro Cadei e Emanuele Casali, imprenditori edili. Dopo un anno di indagini in tutto gli indagati dalla Procura di Brescia sono 23. Le accuse contestate a vario titolo sono peculato, abuso d'ufficio, falso, turbata libertà degli incanti aggravata.

Gli indagati avrebbero utilizzato crediti che il Comune di Adro vantava nei confronti di imprenditori locali per finanziare un’opera pubblica, la cosiddetta «area feste», dal valore complessivo superiore al milione di euro, affidandone, "mediante accordi collusivi e mezzi fraudolenti volti ad evitare i previsti bandi di gara - scrivono gli inquirenti - direttamente l’esecuzione ad imprenditori vicini al primo cittadino". Il sindaco avrebbe 'fabbricato' in fretta e furia delle delibere riguardanti il cantiere dell'area feste in quanto, a una prima richiesta di esibizione dei carabinieri, queste delibere non erano state ancora approvate. Nell'ordinanza di custodia cautelare è scritto che, il 10 aprile scorso i carabinieri avevano chiesto la documentazione che, però, non si era trovata visto che - raccontano - era nelle mani del segretario comunale.

La vicenda sarebbe emersa proprio dopo l'episodio della scuola media del paese, intitolata a "Gianfranco Miglio", ideologo del Carroccio. All'epoca fu necessario l’intervento dell’allora ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, per rimuovere i simboli e Lancini fu anche condannato dalla Corte dei Conti per questa vicenda al pagamento di circa 10 mila 600 euro con suoi sei assessori. È anche indagato per peculato su denuncia della Cgil, perché aveva inviato alle famiglie di Adro delle lettere su carta intestata del Comune per replicare ad alcune prese di posizione della stessa Camera del Lavoro di Brescia.

Quando invece il sindaco negò il servizio di mensa ai figli di coloro che non erano in regola con i pagamenti fu un benefattore, un imprenditore, Silvano Lancini, che si fece carico del primo problema versando circa 10 mila euro per far fronte alle somme non pagate. Lancini (Silvano) fu nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sollevando l'amara reazione di Lancini (Oscar) che per questo fu indagato di vilipendio del Capo dello Stato, poi prosciolto. Il sindaco 'sceriffo', 48 anni, di professione imprenditore, era anche tra i candidati della Lega Nord al Senato alle scorse elezioni politiche.

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