Giovedì, 4 Marzo 2021
Genova

Arrestati Castellucci e altri manager di Autostrade per l’Italia

La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di misure cautelari. Le accuse ipotizzate sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture

La sede di Autostrade. Foto Ansa

Le agenzie di stampa battono la notizia pochi minuti dopo le 9 di mattina: arresti eccellenti. La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di misure cautelari nei confronti di ex vertici e di alcuni degli attuali manager di Autostrade per l'Italia. Secondo quanto si apprende sarebbero 6 le misure cautelari.

Autostrade per l'Italia: gli arresti di oggi

Le accuse ipotizzate sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture. Le misure cautelari riguardano presunte criticità sulla sicurezza delle barriere fonoassorbenti. 

L'inchiesta è coordinata dalla procura di Genova. Tutto è iniziato nel 2019, circa un anno fa. L'inchiesta è scattata dopo l'analisi da parte dei finanzieri di alcuni dei documenti acquisiti nel corso dell'indagine sul crollo del ponte Morandi, secondo quanto riporta oggi l'Ansa. Nel dettaglio, i documenti sarebbero relativi ai problemi riscontrati, in termini di sicurezza, sulle barriere fonoassorbenti montate sull'intera rete autostradale. Come detto, sono sei le misure disposte dal Gip del tribunale di Genova: in tre sono agli arresti domiciliari, per altri tre ci sono misure interdittive.

I militari delle Fiamme Gialle nella Capitale hanno notificato la misura cautelare a Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società fino al gennaio del 2019, quando è stato liquidato con quasi 13 milioni di euro e sostituito da Roberto Tomasi.

L'ordinanza di carcerazione è stata firmata dal Tribunale di Genova su richiesta della Procura.

Arresti Autostrade: che cosa emerge dall'inchiesta

L’inchiesta che ha portato agli arresti di oggi è parallela a quella sul crollo del ponte Morandi. L'indagine, avviata a seguito dell'analisi della documentazione informatica e cartacea acquisita nell'inchiesta principale legata al crollo del Ponte Morandi, è però relativa alle criticità - in termini di sicurezza - delle barriere fonoassorbenti del tipo integrate modello 'Integautos'.

Dalle indagini è emerso che gli indagati non hanno proceduto volontariamente ai lavori di sostituzione e messa in sicurezza adeguati, eludendo tale obbligo con alcuni accorgimenti temporanei non idonei e non risolutivi. Gli inquirenti hanno contestato una frode nei confronti dello Stato, per non aver adeguato la rete da un punto di vista acustico e di gestione in sicurezza, occultando l'inidoneità e pericolosità delle barriere, senza alcuna comunicazione - obbligatoria - all'organo di vigilanza (in questo caso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

In particolare, è emersa la consapevolezza di difetti progettuali e di sottostima dell’azione del vento, nonché dell’utilizzo di alcuni materiali per l’ancoraggio a terra non conformi alle certificazioni europee e scarsamente performanti.

Ai domiciliari sono da qualche ora l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore delle operazioni Paolo Berti e Michele Donferri Mirella.

Stefano Marigliani, direttore del primo tronco, Paolo Strazzullo e Massimo Miliani sono destinatari invece di misure interdittive. I tre attuali dirigenti sono interdetti per 12 mesi.

Aspi: "Indagine è su 60 km barriere, già in sicurezza"

L'indagine della Procura di Genova, che ha portato stamane a misure cautelari nei confronti di 4 ex manager di Aspi e di due tecnici (uno del Tronco genovese e l'altro trasferito presso il Traforo del Monte Bianco), riguarda una specifica tipologia di barriere integrate anti-rumore, denominate "Integautos", presenti su circa 60 dei 3000 km di rete di Autostrade per l'Italia. E' quel che riferisce Autostrade per l'Italia, sottolineando che di tratta di barriere che sono state già messe in sicurezza a partire da fine 2019; a inizio 2020 è stato definito un piano di sostituzione con il Mit.

"La società era venuta a conoscenza delle attività di indagine lo scorso 10 dicembre 2019, a seguito di un provvedimento di sequestro di documentazione notificatole dalla Guardia di Finanza di Genova, come reso noto dalla società stessa nella successiva trimestrale", si legge in una nota di Autostrade per l'Italia. "Per tali infrastrutture è stato parallelamente definito a inizio 2020 un piano di sostituzione - si spiega nella nota - di intesa con il Dicastero concedente, articolato in tre fasi: una prima fase propedeutica agli interventi, attualmente in corso. Una seconda fase, che prevede la sostituzione delle barriere nei punti maggiormente esposti a impatto acustico, pianificata dalla seconda metà del 2021. Una successiva terza fase completerà invece la sostituzione sugli altri punti". "La spesa per la totalità degli interventi di sostituzione, pari a circa 170 milioni di euro, è già stata autorizzata dal Consiglio di amministrazione di Aspi dell'aprile 2020 e sarà a completo carico della società", puntualizza Autostrade, aggiungendo che "tutte le procedure di controllo e di sicurezza, nonché le soluzioni progettuali per la sostituzione delle barriere, sono stati definiti con gli organi tecnici preposti del Ministero delle infrastrutture e trasporti". 

Aspi valuterà inoltre tutti gli ulteriori interventi del caso a propria tutela sulla base delle risultanze degli atti di indagine.
 

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