Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca Reggio Calabria

Aborti senza consenso e neonati morti: scandalo a Reggio Calabria

Clamorosa operazione denominata "Mala Sanitas": 11 misure cautelari nei confronti di medici e operatori sanitari. C'era un vero e proprio "sistema condiviso" per coprire gli errori commessi nell'esecuzione dell'intervento sulle singole gestanti

REGGIO CALABRIA - Aborti senza consenso, lesioni irreversibili o decessi di neonati: esplode uno scandalo senza precedenti nel mondo della sanità. Falso ideologico e materiale, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri nonché interruzione della gravidanza senza consenso della donna. 

Sono le accuse che hanno portato all'emissione di misure cautelari nei confronti di 11 sanitari (quattro medici agli arresti e sette operatori sanitari) già in servizio presso i reparti di Ostetricia e Ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia del Presidio ospedaliero "Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria. In particolare sono quattro misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di medici e sette misure interdittive della sospensione dell'esercizio della professione (medica e/o sanitaria) per la durata di 12 mesi a carico di 6 medici e di un'ostetrica. I provvedimenti, emessi dalla sezione Gip del locale Tribunale - su richiesta della Procura della Repubblica reggina - sono stati eseguiti dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza reggina.

Secondo le indagini, nel nosocomio calabrese era stato istituito un sistema di copertura illecito, condiviso dall'intero apparato sanitario, che è stato attuato in occasione di errori medici commessi nell'esecuzione dell'intervento sulle singole gestanti o pazienti, onde evitare di incorrere nelle conseguenti responsabilità soprattutto giudiziarie. In particolare, gli episodi di malasanità accertati hanno riguardato il decesso (in due distinti casi) di due bimbi appena nati, le irreversibili lesioni di un altro bimbo dichiarato invalido al 100%, i traumi e le crisi epilettiche e miocloniche di una partoriente, il procurato aborto di una donna non consenziente nonché le lacerazioni strutturali ed endemiche di parti intime e connotative di altre pazienti.

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