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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca / Brescia

Progettava attentati, fermato marocchino

Brescia, reclutava e addestrava via web futuri terroristi. Tra gli obiettivi la Sinagoga di Milano

Stava preparando un attentato terroristico alla Sinagoga di Milano. Con questa accusa stamattina è stato arrestato a Brescia un marocchino di 20 anni.

Mini-cellula tra Brescia e Londra - Contemporaneamente a Londra è stata arrestata da Scotland Yard una donna di 40 anni che era in contatto tramite internet con il giovane. L'operazione, condotta dal Servizio centrale antiterrorismo e dagli uffici della Digos delle questure di Cagliari e Brescia, è stata possibile grazie a un attento lavoro di intelligence e una costante attività di monitoraggio dei siti web che ospitano discussioni su tematiche legate alla jihad.

Addestramento all'uso di armi ed esplosivi - A quanto si apprende, il ragazzo aveva il compito di addestrare le persone all'uso di armi ed esplosivi e di coordinare alcuni gruppi facebook giudicati "supersegreti" dagli inquirenti. Ed è proprio sul social network che gli iscritti a questi gruppi potevano studiare come assemblare ordigni esplosivi ricavabili da composti chimici. A conferma di quanto ipotizzato inizialmente dall'attività di monitoraggio web, stamattina gli agenti hanno trovato un documento salvato nella memoria del pc del giovane marocchino in cui sono annotati i dettagli di un attentato alla Sinagoga di Milano: misure di sicurezza, personale di polizia impiegato, via di accesso e di fuga. 

Immediate le reazioni. Per la comunità islamica della Lombardia, il giovane "era poco conosciuto perchè non praticante. Non andava in moschea né frequentava la comunità marocchina". E più che "simpatizzante jihadista" per il presidente della Federazione regionale islamica della Lombardia, Said Meghres, "era un fervente antiebraico e simpatizzante del nazismo, tanto che nella sua abitazione è stata trovata una bandiera con la svastica". Per il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, nel nostro Paese "non ci sono particolari allarmi di terrorismo" ma l'arresto del ventenne marocchino "è un'attività molto seria". 

Di altro avviso il presidente della Comunità ebraica milanese, Roberto Jarach: "Dubito che sia un'iniziativa individuale, la metodica e la mole della documentazione acquista non sembrano frutto del lavoro di un folle isolato". Per Jarach "quello che giunge oggi è uno dei segnali più inquietanti per la nostra comunità". 

"Fa parte della nuova strategia di al-Qaida". Così il questore di Brescia Lucio Carluccio ha commentato l'arresto del giovane marocchino. "Si vogliono indottrinare uno ad uno giovani musulmano residenti in occidente. Il messaggio che viene loro inviato tramite siti web è 'colpite quando potete'" ha spiegato Vincenzo Di Peso della direzione centrale della polizia di prevenzione. Il rischio è quello di un "vero e proprio esercito di singoli attentatori che si addestrano autonomamente sul web, di 'minaccia polverizzata'  e per questo più difficile da cogliere".

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