Giovedì, 15 Aprile 2021
Ascoli Piceno

"Otto omicidi volontari e quattro tentati omicidi di anziani in Rsa": arrestato infermiere

E' in corso dalle prime luci di lunedì un'operazione dei Carabinieri di Ascoli Piceno in relazione a otto presunti omicidi volontari e quattro tentati omicidi di anziani pazienti

Foto archivio Ansa

Le agenzie di stampa battono la notizia alle prime luci dell'alba. Lunedì mattina un'importante operazione dei Carabinieri di Ascoli Piceno ha portato a un arresto in relazione a "otto omicidi volontari e quattro tentati omicidi" di anziani pazienti ospiti in una residenza sanitaria assistenziale della provincia marchigiana.

E' stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un infermiere. Nell'operazione sono impegnati diversi militari del nucleo investigativo di Ascoli Piceno, della compagnia di San Benedetto del Tronto e della stazione di Offida.  Le morti sospette, avvenute presso una Rsa di Offida, sono avvenute tra il gennaio 2017 e il febbraio 2019, quando l'infermiere prestava servizio nella struttura. Secondo gli inquirenti avrebbe causato la morte degli anziani somministrando farmaci non previsti o in dosi eccessive. 

Le indagini avevano preso il via a settembre 2018 dopo la denuncia di una operatrice socio sanitaria in servizio presso la stessa struttura. "Dopo aver cercato di esternare i suoi sospetti ad altro personale sanitario e ad alcuni suoi superiori senza trovare ascolto - spiega il procuratore Umberto Monti - si è rivolta ai carabinieri della stazione di Offida, che non hanno sottovalutato la segnalazione, l'hanno coordinata con alcune lamentele da parte dei familiari degli ospiti e hanno interloquito immediatamente con la Procura per gli eventuali approfondimenti". 

Dalle indagini, durate diversi mesi e condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ascoli Piceno, supportato nelle fasi iniziali dalla compagnia di San Benedetto del Tronto e dalla stazione dei carabinieri di Offida, sono emersi i primi riscontri quando dalle preliminari analisi sul sangue di alcuni pazienti deceduti nella struttura sono emerse concentrazioni di promazina (farmaco neurolettico), a livelli tossici ed assolutamente incompatibili con le terapie prescritte per quei pazienti. All’inizio del 2019, dall’esame autoptico di due salme, di cui una riesumata, è emerso che uno dei pazienti era morto per una somministrazione di promazina in dosi letali e l’altro per somministrazione di insulina in un soggetto non diabetico. L’indagine, di spiccato livello tecnico-scientifico, si è sviluppata, oltre che con attività tecniche, con attente analisi di decine di cartelle cliniche acquisite per numerosi pazienti delle struttura e con l’escussione di un molte persone informate sui fatti (tra cui medici, infermieri ed operatori socio sanitari).

Sono emersi, fanno sapere i carabinieri di Ascoli Piceno, "gravi e concordanti indizi di responsabilità sul conto di W.L., un infermiere 57enne in servizio nella Rsa di Offida, per aver volontariamente causato, a partire dal gennaio 2017 al febbraio 2019, il decesso di otto pazienti di quella struttura, tentando di causarne altri quattro, somministrando illecitamente farmaci in dosaggi tossici o letali e comunque incompatibili con le terapie prescritte". Le complesse indagini dirette dalla Procura Repubblica di Ascoli Piceno sono state svolte dai carabinieri in costante coordinamento con l’Unità Operativa di Medicina Legale di Ascoli Piceno, mentre l’odierno indagato, da mesi, a seguito dei primi atti d’indagine, era stato trasferito ad altro incarico non a contatto diretto con i pazienti.

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