Venerdì, 14 Maggio 2021
La denuncia / Lecce

"Assorbenti vietati dopo le 18 al supermercato, non sono beni di prima necessità"

La segnalazione su Facebook di una studentessa, a cui è stato impedito di acquistare gli assorbenti in base alla normativa in vigore in Puglia in zona rossa

Erano da poco passate le 18 quando Alessia si è recata in un supermercato della sua zona per acquistare due pacchi di assorbenti. Ma sullo scaffale ha trovato un cartello che informava la clientela che dalle 18 in poi era vietato acquistare quel tipo di prodotti perché non considerati "beni di prima necessità". Una situazione sconcertante, seppur pienamente legittimata dalla normativa vigente in Puglia, dove è avvenuto il fatto.

La ragazza ha raccontato tutto il suo sconcerto e la sua rabbia in un post su Facebook. "Quindi non solo sono considerati 'beni di lusso', non solo paghiamo il 22% di IVA, ma adesso devo anche privarmi di un qualcosa di cui IO E MILIARDI DI DONNE abbiamo bisogno ogni mese! CHE FACCIAMO, per questa zona rossa non facciamo venire la Mestruazione??? SONO SENZA PAROLE!", lo sfogo della giovane Alessia, dopo l'accaduto in un supermercato di Collepasso, in provincia di Lecce.

Niente assorbenti in vendita dopo le 18: non sono beni "di prima necessità"

L'ordinanza emessa venerdì scorso dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dice: "Con decorrenza dal 27 marzo e sino al 6 aprile 2021, tutte le attività commerciali consentite dal Dpcm del 2 marzo 2021 in zona rossa (articolo 45), chiudono alle ore 18,00, ad eccezione delle attività di vendita di generi alimentari, di carburante per autotrazione, di combustibile per uso domestico e per riscaldamento, delle edicole, dei tabaccai, delle farmacie e delle parafarmacie".

Lo sfogo di Alessia, ha chiarito lei stessa su Facebook, non era assolutamente rivolto agli addetti del supermercato, che non hanno fatto altro che far rispettare l'ordinanza, per quanto paradossale essa sia.

"Sono una semplice ragazza di 22 anni che nel suo piccolo vi chiede di non stare in silenzio, di parlare sempre e cercare aiuto quando serve. Due giorni fa mi sono sentita in imbarazzo, mi sono sentita privata di un qualcosa che ho e non posso fare a meno di avere", ha spiegato Alessia di nuovo su Facebook. "Mi dispiace che per alcune donne questo sia una stupidaggine ma credo che nel 2021 viviamo ancora in 'un mondo troppo asessuato, dove l'unico sesso a prevalere sia quello maschile', come diceva Carla Lonzi".

Il dibattito sulla tampon tax

In Italia gli assorbenti sono attualmente tassati al 22%, ossia come se fossero beni di lusso, nonostante da anni si discuta di equipararli ai beni di prima necessità, come nei fatti sono, e abbassarla al 4%. È la cosiddetta "tampon tax", l'imposta sul valore aggiunto applicata ai prodotti igienici femminili. Su Change.org la petizione per lo stop alla tampon tax ha raggiungo quasi 600mila firme. Per il momento l'Iva sugli assorbenti è stata ridotta soltanto sugli assorbenti biodegradabili (ossia una minoranza rispetto ai prodotti utilizzati da milioni di persone e non sempre facili da trovare sia nei supermercati sia nelle farmacie). Un gesto che seppure è stato visto da alcuni come un primo segnale di attenzione alla questione, nei fatti ha scontentato praticamente tutti, lungi dall'essere invece quella misura di uguaglianza che dovrebbe essere.   

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