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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

"Mio marito non è un terrorista, ci stanno distruggendo"

A PalermoToday lo sfogo di Beatrice, la moglie di Atef Mathlouthi, il tunisino ricercato per una segnalazione su possibili attentati a Roma. L'avvocato dell'uomo a RomaToday: "Qualcuno pagherà per quella lettera anonima"

"Mio marito non è un terrorista, sono stravolta. Questa storia ci sta rovinando, non ce la faccio più". A parlare - intervistata da PalermoToday - è Beatrice Behia Bendaoui, palermitana, 30 anni. Da un paio di giorni la sua vita è cambiata. Sì, perché la foto del marito, Atef Mathlouthi, il tunisino ricercato da ieri per una segnalazione su possibili attentati a Roma, è finita sulle prime pagine di tutti i giornali e di tutti i tg nazionali. Sulle sue tracce sono piombate le forze dell'ordine, allertate da una denuncia anonima. Sullo sfondo una presunta allerta terrorismo.

"Tutto è nato da una lettera all'ambasciata - spiega Beatrice, contattata telefonicamente da Alessandro Bisconti -. Questa denuncia l'ha scritta la moglie di un suo collega di lavoro con cui mio marito ha avuto un contenzioso economico. E' solo una questione di soldi. Si tratta di 'cose tra maschi' e per vendetta hanno messo in mezzo Atef per fargliela pagare nel peggiore dei modi, facendolo passare per terrorista".

Mathlouthi, tunisino di 41 anni, più volte arrestato dalla polizia per spaccio di droga a Palermo, ha messo le radici nel capoluogo siciliano sin da quando era bambino. E' qui che ha conosciuto la moglie. La coppia ha quattro figli. Lei è rimasta a Palermo, lui però vive a Tunisi.

"Atef Mathlouthi non è un terrorista", ha detto a RomaToday Antonino Cacioppo, avvocato di Palermo, che sta seguendo la vicenda del 41enne tunisino accusato di aver "manifestato l'intenzione di compiere una serie di attentati nel centro di Roma". Una nota della Questura ha ridimensionato il tutto: "Il cittadino tunisino al momento non è ritenuto un pericolo concreto e attuale. La vicenda è in fase di ulteriore approfondimento". L'allarme è rientrato ma l'allerta, in ogni caso, resta elevata anche in vista "dell'innalzamento standard della misure di sicurezza già pianificato per Pasqua". Ma com'è possibile che una lettera anonima faccia scattare immediatamente il livello di attenzione? Segnalazioni come queste, fanno sapere le forze dell'ordine, sono abbastanza frequenti e negli ultimi mesi sono stati svolti molti accertamenti su persone ritenute più o meno sospette.
 

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