Lunedì, 20 Settembre 2021
SICUREZZA

Sicurezza, cosa cambia nelle città in Italia dopo gli attentati a Parigi

Il Viminale innalza le misure di sicurezza, soprattutto in vista del Giubileo a Roma. Norme speciali anche per Milano, Napoli, Torino, Venezia. Piani di sicurezza pronti in caso di allarme rosso

Allerta su tutto il territorio nazionale, in particolare sulle metropoli di Roma e Milano, misure di sicurezza ai massimi livelli, contatti continui con le autorità francesi e i servizi di intelligence internazionali. Gli attentati a Parigi hanno innalzato il livello di sicurezza e anche in Italia sono previsti dei piani in caso di allarme rosso ed emergenza. Perché "nessun Paese può considerarsi al sicuro". Il primo a far comprendere che "qualcosa è cambiato" è il ministro degli Interni Angelino Alfano, con un tweet.

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NUCLEI SPECIALI - "L'antiterrorismo - ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano - è in costante contatto con i colleghi francesi per seguire con estrema attenzione ciò che accade in Francia, anche allo scopo di disporre ulteriori interventi preventivi". È arrivata a prefetti e questori la circolare che dispone l’elevazione al livello 2 del grado di allerta, che non corrisponde a iniziative specifiche per un attacco terroristico diretto ma all’innalzamento dell’attività di prevenzione al massimo grado, con l’intensificazione dei controlli negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e la messa in guardia delle forze speciali di polizia, il Nucleo operativo centrale di sicurezza (Nocs) della polizia di Stato ed il gruppo di intervento speciale (Gis) dei carabinieri.

IMMIGRAZIONE - Sul fronte immigrazione, ha precisato Alfano che "sarebbe controintuitivo escludere qualche infiltrazione" ma proprio per questo si lavora sulle espulsioni e sulle identificazioni, sulle quali "andremo avanti per raggiungere il 100%, in una situazione difficile". Il ministro ha ricordato alcuni dati relativi all’attività antiterrorismo messa in campo dal primo gennaio 2015: "Sono state controllate 56.426 persone, sono stati effettuate 540 perquisizioni a soggetti ritenuti pericolosi, 8mila i veicoli controllati e più di 160 navi. Sono 147 le persone arrestate, 325 gli indagati e 55 persone espulse o rimpatriate". Per quanto riguarda la sicurezza a Roma anche in vista dell'imminente Giubileo, "in città sono già operativi 700 militari".

ROMA E IL GIUBILEO - Massima allerta per la minaccia terroristica e per l'ormai prossimo Giubileo, ma senza sfociare nella psicosi. Il ministro degli Interni Angelino Alfano tende a tranquillizzare tutti, in particolare i romani, suggestionati e impauriti dalle minacce successive agli attentati di Parigi: "Ci sono 24mila unità tra Roma e provincia: 24mila persone in divisa presidiano la città e la periferia. Abbiamo deciso di utilizzare mille uomini nelle forze armate; settecento sono già in arrivo, altri trecento arriveranno successivamente. Questi vanno ad aggiungersi ai 1226 militari già in dotazione alla città per Strade sicure". Alfano ci tiene a sottolineare però un concetto: "La città non è militarizzata. Aumentano i presidi fissi: non vedremo camionette girare per Roma". 

Dopo una riunione nella questura della capitale, le forze dell'ordine hanno messo a punto il piano per aumentare gli standard di sicurezza nelle zone più sensibili ma in generale in tutta la metropoli. Attenzione particolare per le zone turistiche della città, come l’area del Vaticano e delle altre basiliche romane, con un pattugliamento e controllo del territorio che vedrà in campo personale di tutte le forze di polizia. Previsti controlli della piazza anche dall’alto, con l’uso di droni, e l’interdizione di sorvolo durante le celebrazioni dell'Anno Santo.

MILANO - Il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza di Milano ha disposto, secondo le indicazioni del Comitato Nazionale, l'ulteriore elevazione del sistema di sicurezza generale e la massima sensibilizzazione delle misure verso tutti gli obiettivi sensibili intensificando l'attività di prevenzione e di controllo del territorio. Nella stazione centrale la polfer ha incrementato i controlli sui passeggeri e le merci in partenza su treni diretti a destinazioni internazionali e i convogli che arrivano dall'estero. Anche qui la vigilanza è stata rafforzata sui luoghi sensibili. La conferma arriva direttamente dalle parole del sindaco Giuliano Pisapia.  Attenzione particolare anche ai luoghi della comunità ebraica in città: alcune misure erano già scattate nel giorni scorsi, dopo l'aggressione contro Nathan Graff, israeliano, genero di un rabbino di origine afgana, Hetzkia Levi.

NAPOLI - Misure di sicurezza rafforzate anche a Napoli: la prefettura ha recepito le indicazioni che arrivavano dal Viminale. Controlli costanti nell’area portuale e all’aeroporto di Capodichino. Presidio potenziato anche alla Stazione di piazza Garibaldi e in alcuni punti della metropolitana. Analoga situazione anche nella zona dei consolati, soprattutto per quelli americano e inglese e dinanzi alla sinagoga. Anche nelle basi militari statunitensi in Campania è stato aumentato il livello di sicurezza: sia in quella a Gricignano d’Aversa, nel Casertano, che a Capodichino. 

Per il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (presieduto dal prefetto Gerarda Pantalone) a Napoli, città di transito verso il Nord Italia e Nord Europa, diversi sono gli obiettivi "sensibili", strutture già sotto controllo da parte delle forze dell’ordine ma che, alla luce degli attentati terroristici di Parigi, richiedono un supplemento di attenzione. 

TORINO - Misure di sicurezza rafforzate, anche a Torino: "Non ci sono elementi di preoccupazione - spiega il prefetto Paola Basilone - riteniamo però doveroso dare un segnale di sicurezza ai cittadini". Anche qui i pattugliamenti sono aumentati in quelle zone ritenute sensibili, in particolare gli stadi e le sale concerti. Uno degli eventi "blindati" sarà proprio il concerto della pop star Madonna, che si esibirà al Palalpitur.

VENEZIA - La preoccupazione per Laguna riguarda soprattutto i possibili tentativi di emulazione. Intanto è stata bloccata la decisione di ridurre da 4.250 a 3.000 i militari impegnati sulle strade. Era stata decisa per motivi di risparmio di spesa, ma in questa situazione il Governo ha deciso di rivedere la scelta e nel corso del Comitato Nazionale è stato deciso di proseguire i servizi di vigilanza con lo stesso dispositivo e il potenziamento delle misure per la sicurezza navale.

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